Domani l’ultimo consiglio: una maratona di tre giorni

21 Aprile 2024

Il centrodestra pronto a votare 17 delibere, rispunta la proposta di via Almirante L’opposizione denuncia: troppi ritardi, rischio liquidazione per Adriatica Risorse

PESCARA. L’ultimo consiglio comunale dell’amministrazione Masci sarà una maratona lunga tre giorni. Una corsa contro il tempo per approvare 17 delibere, discutere due mozioni e due interrogazioni, una «sui motivi che impediscono l’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante» e l’altra su «un eventuale abuso» che bloccherebbe l’accesso al mare nella zona di piazza Le Laudi. E poi, sulla seduta incombe un rischio: lo stop dell’Adriatica Risorse, la società partecipata al 100% comunale che si occupa della riscossione delle tasse.
Mentre sono nel vivo le trattative per chiudere le liste in vista delle elezioni dell’8 e 9 giugno, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, pronto a passare dalla Lega a Forza Italia dopo il no di Fratelli d’Italia, darà il via alla seduta domani alle ore 15; poi si proseguirà martedì sempre alle 15; ultimo atto mercoledì dalle 9.30. E si andrà avanti a oltranza: tra le delibere da votare anche una revisione del Piano di rischio aeroportuale, il regolamento dei centri comunali di raccolta rifiuti differenziati e il regolamento sul canone unico patrimoniale.
All’ottavo punto all’ordine del giorno sarà messo al voto l’affidamento della riscossione delle tasse all’Adriatica Risorse visto che la concessione arriverà a scadenza il 31 dicembre. E il Pd attacca e denuncia: «L’incoscienza della giunta Masci», dice il capogruppo Piero Giampietro, «ha messo a rischio la continuità aziendale di Adriatica Risorse, l’efficienza del Comune nella riscossione dei tributi e il lavoro di quasi 50 dipendenti». Sarà un altro consiglio sotto il segno delle polemiche: «Nonostante si sapesse da tempo che l’affidamento della riscossione dei tributi maggiori fosse in scadenza, la giunta Masci si è ridotta all’ultimo minuto per decidere l’affidamento del servizio alla società municipalizzata, perché la ragioneria comunale ha scritto che la società rischia di dover essere messa in liquidazione. Un colpo durissimo che», spiega Giampietro, «non sappiamo se sia figlio della sciatteria o della volontà di favorire i privati, nonostante il buon lavoro svolto in questi anni da Adriatica Risorse. La proposta di delibera che riaffida il servizio è stata inviata solo nel pomeriggio inoltrato di venerdì, senza il parere obbligatorio dei revisori dei conti, per un atto che dovrà andare in consiglio comunale domani. Un atteggiamento gravissimo del quale il centrodestra dovrà rispondere».