Domani sciopero dei bus: tutti gli orari da sapere

8 Settembre 2024

Protesta regionale di otto ore (9/12 e 19/24), riguarda anche i treni locali

PESCARA. Domani scattano otto ore di sciopero del trasporto pubblico locale sia su gomma che su ferro. Si prevede un lunedì nero per i pendolari abruzzesi che viaggiano con i bus della Tua e delle altre società convenzione con la Regione, oppure con i treni dell’azienda unica regionale.
Come accade da sempre, non è possibile fare già da oggi una stima esatta di quanti lavoratori aderiranno alla protesta di domani, quante corse salteranno e quanti viaggiatori saranno lasciati in attesa sotto le pensiline dei bus oppure nelle stazioni ferroviarie della regione. Ma a differenza di precedenti astensioni dal lavoro, proclamate da sigle sindacali con scarsa rappresentanza in azienda, in questo caso partecipano all’azione di sciopero, indetto a livello nazionale, le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro. Ovvero il blocco completo delle maggiori sigle di categoria.
È prevedibile, dunque, una protesta massiccia che va a coincidere con la ripresa di molte attività lavorative e di svariate ripartenze scolastiche anticipate, dagli asili alle superiori nell’intera regione. Anche i turisti avranno difficoltà a spostarsi con i mezzi pubblici
L’AVVISO DELLA TUA.
La Tua, società di trasporto pubblico controllata dalla Regione, ha tempestivamente pubblicato un avviso sul proprio sito per mettere al corrente gli utenti dei disagi che domani dovranno sopportare.
«La protesta potrà comportare la mancata effettuazione di corse in arrivo e in partenza», si legge sull’avviso, «l’astensione dal lavoro per tutti gli autoferrotranvieri sarà gestita nelle modalità seguenti: per il personale viaggiante di stazione e delle biglietterie dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 19 alle ore 24; per il personale a terra (uffici e officine) l’intera prestazione lavorativa; inoltre», aggiunge Tua, «a causa delle modalità dell’astensione lavorativa, la ripresa del servizio immediatamente dopo lo sciopero potrebbe non essere assicurata».
LE ALTRE SOCIETÀ.
Sulla comunicazione obbligatoria che, per legge, le sigle sindacali hanno dovuto inviare alcuni giorni fa alle prefetture e ad altri enti interessati, sono riportati tutti i nomi delle società private che, con la Tua, svolgono per conto della Regione il trasporto pubblico locale, urbano ex extraurbano. Nell’elenco compaiono Ama azienda mobilità aquilana, Baltour, Blasioli, Boschetti, Cardinale, Casciato autolinee, Cerella autoservizi, Ciarrocchi Elia & figli, Costantini autolinee, Di Fonzo Donato & f.lli, Di Giacomo & c., Di Passio Tour, Di Carlo bus srl, Enea srl, Ferrara autoservizi e noleggi, Fracassa autolinee, Gaspari bus, Giallonardo Manlio e Vincenzo, Giovannucci Alberto autolinee, La Panoramica autolinee, Marcozzi, Napoleone, Passucci viaggi, Sangritana spa, Tessitore, Satam e Scav.
I MOTIVI DELLA PROTESTA.
A spiegare i motivi dello sciopero sono i sindacalisti abruzzesi Aurelio Di Eugenio (Filt Cgil), Andrea Mascitti (Fit Cisl), Vincenzo Marcotulli (Uiltrasporti), Luciano Lizzi (Faisa Cisal) e Giuseppe Lupo (Ugl). «La prima azione di sciopero nazionale, svoltasi il 18 luglio scorso, e proclamata a seguito dell’interruzione del confronto per il rinnovo del contratto autoferrotranvieri internavigatori (mobilità/tpl)», scrivono su un documento diffuso due giorni fa, «ha registrato elevati tassi di partecipazione in tutte le aziende, grazie all’impegno profuso nei territori».
«Questo è il segno evidente», affermano, «dello stato di insofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che legittimamente attendono un rinnovo contrattuale che garantisca loro necessari adeguamenti retributivi, normativi e migliori condizioni di qualità e sicurezza sul lavoro, come giusto riconoscimento delle professionalità possedute e messe quotidianamente al servizio», continua la nota sindacale, «di una collettività altrettanto esasperata da inefficienze e inadeguatezze di un sistema di trasporto pubblico locale…
Ma, nonostante il risultato della prima azione di sciopero, le segreterie nazionali non hanno registrato alcun segnale di avanzamento da parte delle associazioni datoriali, né da parte delle istituzioni».
LE CINQUE RICHIESTE.
Quindi, secondo le cinque sigle regionali di categoria, «è ora di riaffermare a gran voce l’obiettivo di rinnovare in tempi rapidi il contratto collettivo nazionale di lavoro», per ciò che riguarda: «1) un sistema di trasporto inadeguato; 2) l’insufficienza delle risorse pubbliche destinate al settore del trasporto pubblico locale; 3) l’inadeguatezza delle retribuzioni; 4) la carente conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei dipendenti; 5) il continuo rischio di aggressioni sul luogo di lavoro».
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