Domani sciopero generale Gli effetti sui bus pubblici

Pubblichiamo gli orari dei trasporti locali che dovranno essere garantiti
L'Abruzzo si ferma, domani, per lo sciopero generale indetto a livello nazionale contro il Governo. Il settore che più ne risentirà sarà quello dei trasporti. Per Carmine Ranieri, segretario regionale Cgil, che con la Uil promuove la mobilitazione, a cui la Cisl non ha aderito, chiamandosi fuori, è impossibile fare previsioni sulla percentuale di adesioni.
Saranno, in ogni caso, garantiti i servizi minimi, soprattutto nella sanità, alla luce dell'emergenza Covid. Dall'Abruzzo partiranno, alla volta di Roma, per partecipare alla manifestazione nazionale "Insieme per la giustizia", 30 pullman con oltre 1.400 lavoratori.
CAOS TRASPORTI. Dai treni agli aerei, dagli autobus ai taxi, quella di domani sarà una giornata difficile per i viaggiatori che si spostano con i mezzi pubblici. I segretari regionali Abruzzo della Filt- Cgil, Franco Rolandi , e della Uiltrasporti, Giuseppe Murinni nel sottolineare che «lo sciopero di 24 ore è stato proclamato per dare sostegno alle proposte sindacali su precarietà, pensioni, fisco e lavoro e per la modifica della legge di Bilancio», hanno fornito indicazioni tecniche «per una corretta e legittima adesione allo sciopero».
Gli addetti al settore autonoleggio con conducente sciopereranno dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 19. Per quanto riguarda il servizio scuolabus, verrà garantito il trasporto degli scolari per almeno il 50% della prestazione, mentre non subirà variazioni il trasporto disabili. TRENI A SINGHIOZZO. Il personale addetto alla circolazione del trasporto ferroviario, che aderirà allo sciopero, si asterrà dal lavoro dalla mezzanotte alle 21, nel rispetto delle fasce di garanzia che vanno dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Si bloccherà completamente il trasporto merci su rotaia, sempre nel rispetto dei servizi minimi, mentre i lavoratori del settore autonoleggio senza conducente sciopereranno per l'intero turno, da mezzanotte alle 21.
Stessa modalità di astensione per il settore trasporto merci e logistica (non su rotaia), dove verrà garantita solo la distribuzione del carburante, del latte, dei medicinali e dei prodotti alimentari di prima necessità. Si asterrà dal lavoro per l'intera giornata il personale addetto alla sicurezza stradale e soccorso meccanico, come anche gli addetti della concessionarie autostradali e dell'Anas, fatta eccezione per le prestazioni essenziali.
Disagi previsti anche per il trasporto marittimo con il personale amministrativo che si asterrà dal lavoro per l'intero turno e il personale viaggiante da mezzanotte alle 21.
AEREI E AUTOBUS. Resteranno a terra anche gli aerei da mezzanotte alle 24 di domani, nel rispetto delle sole fasce di garanzia, che vanno dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, il personale viaggiante di autobus, tram, metropolitane e vaporetti e quello funzionale al servizio di mobilità delle persone (biglietterie e attività accessorie di manutenzione) sciopererà per l'intera giornata. Queste le sole fasce orarie garantire da ogni azienda di trasporto: Ama dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 13,10 alle 17,10; Tua dalle 5,30 alle 8,30 e dalle 13 alle 16; Di Fonzo 5-8,30 e 13- 15,30; Napoleone 5,30-8,30 e 13,30-16,30; Cerella 5-8,30 e 13-15,30; Satam 5,30-8,30 e 13,30-16,30; Baltour 6-9 e 13-16; Tessitore 6-9 e 13 - 16; Di Giacomo Angelo Domenico 5-8,30 e 13-15,30. Tutte le altre aziende abruzzesi garantiranno il trasporto dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 16.
La Tua di Lanciano anticipa oggi lo sciopero mentre La Panoramica di Chieti non può aderire, in quanto ha già scioperato di recente.
LA SPACCATURA. Sullo sciopero generale, Cgil e Uil non tornano indietro, nonostante la proposta di incontro avanzata dal premier, Draghi. Una protesta che ha spaccato il fronte sindacale, con la Cisl contraria a scendere in piazza in un momento così delicato per il Paese, a causa della pandemia.
Insieme al settore trasporti saranno interessati dalla mobilitazione i lavoratori dei comparti pulizia e multiservizi, gli istituti di vigilanza, Regioni e autonomie locali, poste, comparto istruzione, ricerca, scuola, igiene e ambiente.
«Sono esentati dalla sciopero i settori sanitari», spiega Ranieri, «dove, con l'emergenza Covid-19, non vogliamo creare disservizi garantendo tutte le prestazioni».
Difficile stabilire preventivamente una percentuale di adesione allo sciopero «considerando», sottolinea il sindacalista Ranieri, «che in alcuni settori essenziali c'è la precettazione dei lavoratori, che non possono astenersi e devono garantire i servizi».
CONTRO IL GOVERNO. Lo sciopero generale che coinvolgerà in pieno anche l'Abruzzo è contro la legge di Bilancio e l'azione del Governo in materia di fisco, pensioni e lavoro.
«Dall'inizio della pandemia», affermano il segretari della Cgil Abruzzo, Ranieri, e della Uil, Michele Lombardo, «sono stati erogati alle imprese 170 miliardi di euro di fondi e contributi alle imprese, senza nessuna condizionalità. Siamo di fronte ad una legge finanziaria che destina 8 miliardi al taglio delle tasse di cui un miliardo per il taglio dell'Irap e i restanti 7 miliardi con una distribuzione delle risorse che parte dall'alto, dalle classi più abbienti. Questa manovra non aiuterà lavoratori dipendenti e pensionati, che hanno i redditi più bassi e non vi è traccia di misure che rafforzino il contrasto all'evasione fiscale».
I sindacati sono critici anche sul fronte delle pensioni e sottolineano la necessità di una riforma del sistema previdenziale «che guardi soprattutto ai giovani. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, se non verrà modificata la legge Fornero, sarà fortemente penalizzato: nel 60% dei casi si troverà con un importo pensionistico sotto la soglia di povertà».
POCHE RISORSE. Sotto accusa anche «le scarse risorse destinate all'Ape sociale, la formula pensionistica anticipata che consente di lasciare il lavoro anticipatamente in caso di lavori gravosi. Nonostante sia stata ampliata la platea delle professioni che rientrano in questa fascia», fanno notare Ranieri e Lombardo, «le risorse destinate al finanziamento dell'Ape sociale sono assolutamente insufficienti e non consentiranno a chi svolge una mansione "pesante" di usufruire anticipatamente della pensione».
Un altro nodo da sciogliere, per i sindacati, è quello del precariato: «C'è bisogno di lavoro stabile, ma non vediamo misure che vanno in questa direzione», concludono Ranieri e Lombardo. «Della legge sulle delocalizzazioni si parla da tempo, tema che interessa fortemente l'Abruzzo, ma senza risposte concrete. Non vediamo una politica industriale che cerchi di salvaguardare l'occupazione. Bisogna lavorare, soprattutto sulla transizione ecologica e digitale, per creare nuove filiere occupazionali. Ci aspettavamo una legge di bilancio che andasse in questa direzione, ma non è così».
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