Don Bruno: un paese sconvolto dal dolore
L’abbraccio del parroco alla fidanzata di Valerio: non si può morire per avere il pane quotidiano
TAGLIACOZZO. La notizia della scomparsa dei tre dipendenti della ditta Paolelli ha accolto ieri don Bruno Innocenzi, parroco di Tagliacozzo di ritorno da un pellegrinaggio a Fatima. Il sacerdote già nella tarda serata di mercoledì, saputo della tragedia, si era messo in contatto con alcuni parrocchiani e con il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, per avere aggiornamenti sulle condizioni degli operai. Ieri poi, una volta tornato, ha subito fatto visita alla fidanzata di Valerio, il figlio del titolare dell’impresa, deceduto nell’esplosione.
«Morire per lavorare e per avere il pane quotidiano è ancora più doloroso», ha commentato don Bruno poco prima di celebrare la messa pomeridiana, «conosco molto bene la famiglia Paolelli che tutti i sacerdoti del circondario apprezzano per la loro professionalità. È davvero una brava famiglia. Loro conoscono tutte le tradizioni, le feste, i riti dei paesi marsicani perché fanno questo lavoro da una vita. È una vera tragedia. In serata (ieri per chi legge) mi recherò dai Paolelli per portargli una parola di speranza».
Don Bruno subito dopo il suo ritorno in Italia ha incontrato Alessandra D’Innocenzo , la promessa sposa di Valerio. «Ho visto Alessandra e ho parlato con la sua famiglia profondamente addolorata per questa tragedia», ha continuato il religioso ancora scosso per l’accaduto, «lei e Valerio erano una coppia matura che si stava avvicinando all’idea del matrimonio. Ancora non avevano frequentato il corso di preparazione, ma le nozze erano nell’aria. Alessandra l’ho trovata immobile, distrutta dal dolore, come del resto i suoi cari che visito ogni mese per portare la comunione a due loro zie anziane. Queste famiglie distrutte dal dolore vanno accompagnate con la preghiera».
Per don Bruno ora bisogna affrontare con la fede i giorni che verranno e «aspettare che la legge ci permetta di celebrare i funerali per l’ultimo saluto». Le vittime sono state ricordate anche dal vescovo Santoro durante l’omelia in occasione dell’inaugurazione della chiesa della Madonna delle Grazie a Sante Marie.
«Si potrebbero fare tanti discorsi sulla sicurezza e sugli incidenti», ha spiegato monsignor Pietro Santoro, «ma l’unica cosa che conta è che queste persone stavano lavorando per portare un pezzo di pane a casa». (e.b.)
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