Don Dimitri: «Tante offerte»

2 Marzo 2022

Il sacerdote ha già inviato i primi pacchi di cibo in scatola, abiti e farmaci

PESCARA. Da Pescara donazioni in favore della popolazione dell’Ucraina sono già partite. Raccolte di cibi, medicine e vestiti sta organizzando la chiesa cattolica-ortodossa che in città ha una piccola sede dietro la cattedrale di San Cetteo. Ed è qui che ogni domenica e il mercoledì dice messa e riceve gli ucraini, che ormai da tempo si sono stabilizzati nel Pescarese, don Dimitri, vice parroco nella chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria in via Carlo Alberto dalla Chiesa. Proprio lui, don Dimitri, si sta occupando di questa iniziativa insieme ad alcuni gruppi di volontari.
«La settimana scorsa», spiega, «abbiamo completato una prima raccolta e portato in Ucraina dei pacchi. Ora ne vogliamo preparare degli altri. Nel fare questo, un grosso aiuto ci stanno fornendo le parrocchie e soprattutto la cattedrale di San Cetteo, che insieme alla Caritas diocesana ci ha messo a disposizione fra l’altro la chiesetta dove la comunità dell’Ucraina si incontra e prega.
Chi vuole partecipare a questa raccolta, può contattare me, venire nella nostra chiesetta la domenica e il mercoledì pomeriggio oppure rivolgersi alla cattedrale di San Cetteo e all’abate don Francesco Santuccione».
Ieri sera, alle 21, nella cattedrale è stata celebrata una messa per la pace nel mondo e, al momento dell’offertorio, ai piedi dell’altare è stata sistemata una cassetta in cui i partecipanti hanno potuto lasciare cibi in scatola, vestiti, farmaci, tutto ciò che può essere necessario. «Quanto raccolto e continueremo a raccogliere», sottolinea don Francesco, «sarà consegnato a don Dimitri, il quale provvederà poi a farlo arrivare in Ucraina. In queste ore stiamo ricevendo tante telefonate di parrocchiani e non, che ci chiedono come fare per aiutare il popolo ucraino. E questo è uno dei modi. C’è tanta voglia di dare una mano e di sentirsi utili».
E si dice pronto ad aiutare, mettendo a disposizione la sua struttura, immersa nel verde, a Pescosansonesco, Ernani Barretta, l’imprenditore rimasto coinvolto anni fa in una inchiesta sui ricatti a luci rosse all’allora lady Bmw. «Nel mio rifugio Valle Grande», dice, «ci sono oltre una ventina di posti che posso mettere a disposizione. Ho anche un b&b, sempre a Pescosansonesco, vicino alla chiesa, con altre 18 stanze. Sono felice se posso fare qualcosa di bello per gli altri. Fra l’altro ho già preparato un camion pieno di prodotti alimentari e abiti che porterò direttamente io in Ucraina».
(a.d.f.)