Don Max attacca: dov’è la farmacia promessa?

L’ex parroco di Fontanelle contro la Regione: «Raccolte duemila firme ma da 5 anni è tutto fermo: le altre attività non vogliono nuove aperture»
PESCARA. «Sono passati 5 anni, ma è ancora tutto fermo». Don Massimiliano De Luca, seppur da un anno non più alla guida della parrocchia di Fontanelle - essendo stato nominato parroco della chiesa degli Angeli Custodi, nel quartiere di Rancitelli - non ha dimenticato la zona in cui per nove anni è stato un punto di riferimento per l’intera comunità.
E ora torna a chiedersi il «perché la farmacia destinata a Fontanelle, non è stata ancora aperta». Il riferimento va al bando regionale pubblicato nel 2012, di cui alla pubblicazione della graduatoria provvisoria, è seguita quella definitiva, nel marzo scorso.
Si tratta di 85 nuove farmacie, da distribuire su tutto il territorio regionale, delle quali 19 a Pescara. Che i tempi, tuttavia, non fossero brevi, era già noto in precedenza, viste le procedure burocratiche da adottare. «Per farla aprire, la farmacia», ricorda don Max, che ha dato vita a numerose iniziative per riqualificare il quartiere di Fontanelle, «avevo raccolto più di duemila firme». Per don Max, non è da escludere la pressione «dei farmacisti, che non vogliono che la torta possa essere divisa anche con altri».
In altre parole, per il sacerdote un aumento del numero delle farmacie non sarebbe ben visto da chi è già presente sul mercato. Ma oltre alle ordinarie procedure burocratiche, in realtà l’apertura delle nuove farmacie ora è sottoposta anche all’attività della giustizia amministrativa. «È tutto bloccato», fa sapere il presidente dell’Ordine provinciale di Pescara dei farmacisti, Giuseppe De Luca, «poiché ci sono stati dei ricorsi al Tar da parte di alcuni titolari di farmacie rurali, che hanno chiesto di farsi riconoscere, per la graduatoria, dei punteggi proprio per il fatto di appartenere a una particolare categoria. E alcune sentenze sono state favorevoli».
Punteggi più alti, che, se confermati anche dal Consiglio di Stato, rimodulerebbero la graduatoria delle farmacie. Un'attesa che in Abruzzo, in totale, riguarda 56 comuni, mentre al concorso per l’assegnazione delle nuove sedi, hanno partecipato non solo farmacisti abruzzesi, ma anche pugliesi, molisani e laziali.
Vito de Luca
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