Don Roberto: campanile a rischio crollo

8 Ottobre 2016

Il parroco di San Michele lancia l’allarme: «Crepe sui muri della torre, la Regione intervenga per evitare altri danni»

MONTESILVANO. Chiede l’intervento del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il parroco di Montesilvano colle don Roberto Bertoia: alla Regione chiede di intervenire perché il campanile della chiesa di San Michele Arcangelo è a rischio crollo. Alta 50 metri, la quattrocentesca torre campanaria svetta dal borgo sulla vallata del Saline. Per questa sua posizione, ha svolto nei secoli passati un’opera di avvistamento e segnalazione, ponendosi sulla via delle Torri che partiva dalla foce del Saline e finiva a Rocca Calascio, permettendo all’Abruzzo costiero e a quello montano di comunicare velocemente. Oggi la torre si presenta danneggiata ed estremamente bisognosa di lavori di consolidamento e restauro. Dopo le scosse del terremoto del 24 agosto scorso, il campanile non ha subito ulteriori lesioni rispetto a quelle causate nella parte superiore dal sisma del 6 aprile 2009, così come certificato, a suo tempo, dai vigili del fuoco di Pescara. «Questo lo dobbiamo», dice il parroco don Roberto, «all’opera di cinghiatura della messa in sicurezza compiuta sette anni fa, che ancora regge bene ma che costituisce un intervento provvisorio». Come se non bastasse altre problematiche, note da tempo, affliggono l’intero complesso del XII secolo: a seguito delle alluvioni del 2013 i fenomeni di dissesto idrogeologico hanno inasprito la situazione del suolo dell'area sottostante, presentando rischi legati alle situazioni di stabilità idrogeologica in cui versa il versante nord-est dell’antico borgo. Preoccupato della situazione, don Roberto ha più volte preso carta e penna, per segnalare ai vari enti la necessità di un’attenzione sollecita e fattiva, presentando a più riprese alla curia di Pescara, alla Regione Abruzzo e al Comune di Montesilvano il progetto delle opere da realizzare al campanile della parrocchia e alle mura di sostegno della stessa, a firma dei tecnici Lorenzo Leombroni e Lorenzo Rinaldi. Con forza, il parroco continua a chiedere iniziative definitive volte all’adeguamento sismico e strutturale dell’intero complesso riguardante l’antica chiesa di san Michele oltre degli interventi necessari alla messa in sicurezza e al consolidamento strutturale e restauro del campanile della chiesa.

Dopo tutto questo attivismo del parroco, l’attesa di un finanziamento continua e nella speranza che la Regione sblocchi i fondi da tempo promessi nell’ambito delle iniziative volte all’adeguamento sismico e strutturale dell’edilizia religiosa, ai parrocchiani non resta che continuare a chiedere l’intervento protettivo di San Michele Arcangelo.

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