Don Vito, l’ultima messa prima dell’addio

7 Agosto 2017

Il prete-amante della love story si congeda da Assergi e Poggio Picenze. I fedeli lo salutano con un applauso

L’AQUILA. Un applauso per don Vito. Così i fedeli di Poggio Picenze hanno salutato il sacerdote originario di Bergamo finito nell’uragano delle polemiche per la storia d’amore con una donna sposata di Roma. Nel penultimo giorno del suo mandato, ha celebrato ad Assergi e Poggio Picenze. Quella di ieri, però, non è stata una giornata come tutte le altre. Per l’ultima volta don Vito è salito sull’altare delle chiese di Santa Maria Assunta e San Felice, che gli erano state affidate per la cura delle anime. Don Vito, che già aveva chiesto scusa, in una lettera al vescovo, «per le sofferenze arrecate alla comunità ecclesiastica e sociale», ha voluto salutare tutti. A Poggio Picenze è stato accompagnato da un diacono e da un altro sacerdote. Dopo aver pronunciato l’omelia, alla fine della messa ha detto ai presenti che la decisione di lasciare l’incarico era nata da un atto dovuto. Il sacerdote si è detto anche molto dispiaciuto di lasciare quella comunità. I fedeli hanno voluto stringergli la mano.
«Don Vito Isacchi», si legge sul sito Assergiracconta, «ha celebrato la prima messa nella nostra parrocchia l’11 maggio 2014. Era riuscito a coinvolgere grandi e piccoli nelle varie iniziative, integrandosi perfettamente nella comunità e mantenendo le tradizioni». Un sacerdote, racconta invece un parrocchiano di Poggio Picenze che ha chiesto di mantenere l’anonimato, «un po’ schivo, ma sempre corretto e disponibile con chiunque avesse bisogno di una parola buona. Mi dispiace che vada via».
Don Vito era arrivato all’Aquila nel 2010, in qualità di componente di una delegazione della Caritas di Bergamo. L’obiettivo era quello di portare conforto e aiuto alla popolazione che un anno prima era stata messa a durissima prova dal terremoto. Quindi l’inizio di un nuovo cammino spirituale, voluto dall’Ordinario di Bergamo proprio a seguito della dolorosa vicenda che lo ha visto co-protagonista, costata alla donna prima la separazione con addebito, poi, nel 2016, anche la condanna a risarcire l’ex marito per 15mila euro. Quella relazione con il sacerdote, hanno detto i giudici del tribunale civile di Roma, aveva creato danni all’ex coniuge essendo finita praticamente sulla bocca di tutti. Nessuna condanna, invece, nei confronti del sacerdote, che non era tenuto a rispettare il vincolo della fedeltà coniugale. Qualche giorno fa don Vito, in una lettera inviata all’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, si era dimesso da tutti gli incarichi che gli erano stati affidati. L’arcivescovo lo aveva tuttavia esortato a mantenere quelli nelle parrocchie, ma sabato scorso è arrivata la decisione irrevocabile di rinunciare anche a quelli. «Negli anni trascorsi all’Aquila», sostengono dall’arcidiocesi, «don Vito ha dato prova di fattiva dedizione nel suo ministero e di efficace competenza nello svolgimento dei compiti che gli sono stati assegnati. Nelle parrocchie dove ha operato, si è guadagnata la stima e l’affetto della gente che ha incontrato. Mai si sono registrati problemi di ordine morale». Ieri il commiato dalle due comunità aquilane. Don Vito, alla fine dell’anno sarebbe comunque tornato a Bergamo, visto che il suo “distacco” temporaneo di tre anni stava per concludersi.