Donatella, investigatore reclama i soldi della taglia
L’uomo si è opposto alla dichiarazione di morte presunta della ragazza Dice di avere fornito preziose informazioni alla famiglia. Ora deciderà il tribunale
PESCARA. La madre di Donatella Grosso, la trentenne scomparsa da Francavilla al Mare la notte tra il 26 e il 27 luglio del 1996, dovrà attendere ormai soltanto pochi giorni per riuscire ad avere quel benedetto documento che stabilisce la morte presunta dell'adorata figliola. I giorni necessari al giudice di Chieti per sciogliere la riserva dopo l'udienza di ieri mattina tenuta per l'opposizione di quell'investigatore privato a cui la famiglia si era affidata qualche anno fa per riuscire a trovare qualche notizia utile al ritrovamento della ragazza o quantomeno del suo corpo.
«Non è stato portato alcun elemento valido per l'opposizione», ha detto al termine dell'udienza l'avvocato Giacomo Frazzitta, che assiste la signora Tina Melita Grosso, «questa dovrebbe essere quindi l'ultimo ostacolo per un provvedimento che la famiglia attende da quattro anni. Un tempo assurdo».
Dopo la morte del marito, avvenuta quattro anni fa, la signora Tina continua a piangere la sua adorata figlia e non vuole altro che sistemare le sue cose prima di «chiudere gli occhi». «Continuerò comunque a cercare i resti di Donatella», ha detto, «finché avrò le forze: così avrebbe voluto anche mio marito Mario». Due sono le riserve che due diversi giudici dovranno sciogliere. Oltre a questa sulla morte presunta (nelle mani di un giudice civile), c'è anche quella di qualche giorno fa (la causa penale) dove la famiglia Grosso si è opposta all'archiviazione della posizione dell'investigatore privato, accusato di frode processuale. L'investigatore continua infatti a sostenere che la famiglia non diede seguito alle notizie da lui raccolte sulla fine di Donatella e per le quali richiedeva alla famiglia anche quel compenso riservato a chi avesse fornito elementi utili al ritrovamento almeno del suo corpo.
Ed è per questo motivo che lo stesso investigatore si è opposto ieri anche alla dichiarazione di morte presunta di Donatella, dopo aver peraltro attivato un altro procedimento civile di sequestro conservativo di tutti i beni della famiglia Grosso: provvedimento che venne però a suo tempo opposto dal legale dei genitori della ragazza scomparsa, e che poi non ebbe alcun seguito. E dunque all'immenso dolore per la scomparsa di una figlia, senza aver avuto neppure la possibilità di piangere il suo corpo o di andarle a portare dei fiori sulla tomba, Tina e Mario (fino a quando quest'ultimo è stato in vita) hanno dovuto pure lottare contro chi ha messo i bastoni fra le ruote anche per ottenere un diritto sacrosanto di un provvedimento di morte presunta a distanza di 22 anni da quella tragica notte del 1996. Senza parlare dei procedimenti penali aperti e chiusi con altrettante archiviazioni sul presunto responsabile di quella scomparsa. Adesso alla signora Tina non resta che attendere questo passaggio burocratico che arriva peraltro con un inspiegabile ritardo dopo ben quattro anni, almeno per sistemare le questioni economiche, per poi tornare caparbiamente a continuare a cercare i resti di Donatella finché avrà vita.
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