Donatella scomparsa Sollecitati nuovi test «Il gip non archivi»

17 Ottobre 2014

Francavilla, il legale della famiglia incontra il procuratore e chiede il Dna su un’impronta per tenere aperto il fascicolo

FRANCAVILLA. Una full immersione in tribunale e un faccia a faccia con il procuratore Federico De Siervo per tentare di rimettere in piedi un’inchiesta che traballa paurosamente verso l’archiviazione. La battaglia di Giacomo Frazzitta, il legale della famiglia di Donatella Grosso, la trentenne sparita il 26 luglio 1996 dalla sua casa di via Monte Velino a Francavilla, riparte da qui.

E segna un’altra tappa dell’infinito percorso alla ricerca della verità su un giallo che non trova pace. Cinque giorni fa, è morto il papà di Donatella, Mario, da 18 anni un leone indomabile a caccia della figlia. Ma il suo appello sul letto di morte («Andate fino in fondo con Donatella») rivelato due giorni fa in tv proprio da Frazzitta, non resterà vano. La moglie Tina, 81 anni, pur stravolta dal dolore per la perdita improvvisa del marito, non intende lasciare nulla di intentato pur di scoprire che fine abbia fatto la figlia, sostenuta dal difensore e dal solito, immenso lavoro della squadra mobile di Pescara.

L’inchiesta a carico dell’allora fidanzato di lei, per omicidio volontario e occultamento di cadavere, è stata chiusa per la sesta volta dalla procura con una richiesta di archiviazione alla quale la famiglia presenterà un’ennesima opposizione in quell’estenuante ping pong a tre (pm, famiglia, gip) che finora ha consentito di tenere aperto il fascicolo.

Ma la procura non intende affrontare un eventuale processo senza che sia stato trovato il cadavere. Frazzitta chiede che venga effettuato il test sui quattro frammenti d’impronta trovati sulla lettera spedita da via Ravenna a Pescara il 27 luglio 1996, quando la ragazza era già ufficialmente sparita, e nella quale Donatella annunciava ai genitori un lungo viaggio in Francia.

Una strana missiva spedita a Viterbo, quando la giovane sapeva che i genitori si trovavano in vacanza a Campobasso. Ma sarà il gip ad avere l’ultima parola.

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