Donazione Michetti, lite infinita

29 Marzo 2016

Opere senza collocazione, la figlia dell’artista pronta alla causa con il Comune

PESCARA. Torna a scrivere e a protestare Laila Michetti, figlia dello scultore e artista Vicentino che nel 1995 ha donato alcune opere alla sua città senza che ad oggi le varie amministrazioni che si sono succedute gli abbiano trovato degna collocazione. Nonostante gli appelli e nonostante le promesse ricevute in tutti questi anni, Laila Michetti torna a scrivere la sua rabbia in una lettera aperta al sindaco Marco Alessandrini, dopo che il vice sindaco gli ha detto apertamente che la sala degli Alambicchi promessa dall’ex sindaco Mascia non potrà mai ospitare le opere di Michetti.

«Egregio signor sindaco, sono Laila, figlia dello scultore Vicentino Michetti, il quale nel lontano 1995 aveva donato alla città di Pescara alcune sue opere con un atto notarile sottoscritto dal sindaco del momento, che stabiliva la loro collocazione in uno spazio a lui dedicato nel museo Colonna. Dopo anni di attesa e l’avvio di una battaglia legale con le successive amministrazioni comunali affinché i termini dell’atto di donazione fossero rispettati o le opere venissero restituite agli eredi dell’artista, nel 2011 si giungeva a una transazione che concordava la sala degli Alambicchi, all’Aurum, come nuova sede per la collocazione delle opere di mio padre. L’inqualificabile e mortificante disconoscimento del valore di un artista abruzzese nella città che tanto aveva amato, riconosciuto invece da critici di alto livello, sembrava finalmente giunto all'epilogo. Non era così! Secondo l’attuale vice sindaco Del Vecchio, la sala degli Alambicchi deve essere riservata solamente ed esclusivamente all’opera dell’artista Turcato. A questo punto, non è più il tempo delle parole ma dei fatti! Pertanto prima di riavviare l’azione legale, sospesa per il cortese tentativo di mediazione del presidente del Consiglio comunale Blasioli, desidero chiederle pubblicamente e avere da lei una risposta altrettanto pubblica, se in qualità di primo cittadino e uomo di legge intende far rispettare alla sua amministrazione i termini della transazione o fare in modo che dette opere vengano restituite ai legittimi eredi».

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