Donna e porchetta Il parallelo diventa il caso dell’estate

11 Agosto 2017

Il post pubblicitario dell’evento di Campli fa discutere Fra accuse di sessismo e commenti favorevoli sul web 

CAMPLI. Porchetta e donna, un parallelo ardito. E così la sagra più antica d’Abruzzo fa parlare non tanto per la bontà dei maialini arrosto, quanto per un post pubblicitario su Facebook (Fb). «Ogni donna merita di essere guardata come se fosse un panino con la porchetta», recita lo slogan, sopra l’immagine di un panino. Fra parole e immagini, le allusioni sessuali sono diverse e hanno colpito la sensibilità di una fetta di pubblico. Spingendo a prendere una posizione critica la Commissione pari opportunità della Provincia di Teramo e le Snoq. Ma la Pro loco di Campli, che organizza la sagra, proprio non riesce a comprendere le accuse di sessismo, rigettandole con indignazione. Tanto che ieri in un post su Fb il presidente Pierluigi Tenerelli definisce «una polemica sterile, quella cominciata nella giornata di ieri sui social e finita oggi sulla carta stampata. Sterile è riduttivo, poiché mi verrebbe da dire infamante. Accettiamo ogni tipo di critica, ci mancherebbe, ma l’accusa di sessismo no. È inaccettabile. Siamo un’associazione piena di donne e siamo uomini per bene con madri, mogli, sorelle, fidanzate ed amiche. Lungi da noi essere, o passare, per sessisti. Non c’è nulla di sessista nel post in questione, né nella volontà né tantomeno nel fine».
La Pro loco fa notare che tutta questa indignazione, sul web, non si è palesata. E tutto sommato è vero. Accanto alle critiche che pure ci sono state, anche implacabili, c’è chi scrive: «Se un uomo mi paragona a un panino con la porchetta io me lo sposo». Ovviamente il commento è di una donna, così come un’altra scrive: «Quando l’ho letto ho sorriso, l’ho trovato simpatico, né volgare e né sessista». Al di là del gusto della battuta, in Abruzzo di esempi di messaggi con richiami sessuali ce ne sono diversi. Dal fondoschiena nel logo del Carnevale a Francavilla al Mare, alla foto su Fb del segretario del Pd di Roseto con accanto un sedere preso come simbolo di fortuna. Fino, appunto, al post del panino di Campli.
IL COMUNICATORE. Franco Pomilio, a capo dell’agenzia di comunicazione Pomilio Blumm definisce questo caso paradossale: «Noi stiamo lavorando con l’istituto europeo della parità di genere e l’Italia risulta uno dei Paesi più virtuosi», assicura. «Dovendo fare un commento direi che è proprio la pubblicità di una porchetta: si fa riferimento a istinti basici, rurali e forse si tratta di una scelta strategica e deliberata. Quella di fare una pubblicità scandalistica o scandalosa, per agganciare il riverbero che scatenerà sui media - sottolinea Pomilio -. E’ evidente però che così si restituisce dell’Abruzzo, di Campli e della provincia di Teramo un’immagine fra il naif e l’arcaico. Non so se questo può far piacere alle donna e anche agli amministratori, a chi cerca di tirar su il territorio». E sul proliferare di slogan sessisti l’esperto di comunicazione osserva: «In Abruzzo ci deve essere un retaggio culturale che riemerge, siamo forti e gentili e, probabilmente, triviali. Spero non tutti».
L’ATTRICE. Maria Grazia Scuccimarra ha fatto dell’ironia uno strumento per mettere a nudo la realtà. «È inqualificabile che ancora parliamo di queste cose. Fin dove si spinge la stupidità umana? Quando una donna viene paragonata a un panino con la porchetta non si sa cosa dire, forse si tratta di non andare alla sagra e non parlarne più, lasciare tutto all’oblio. Forse l’oblio è la peggior condanna di chi punta su questo tipo di pubblicità. E il fatto che sia apparsa sui social mi conferma la potenziale negatività di questo mezzo. Virtuale è il mezzo che si usa ma è molto materiale il danno che si commette». Quanto al proliferare in Abruzzo di messaggi del genere aggiunge: «E’ una terra che amo, ho combattuto con la mia abruzzesità ma esprimiamo parlamentari come Razzi. Allora capisco perché circolino cose del genere: se una regione si fa rappresentare da un Razzi ecco che la sagra della porchetta viene pubblicizzata in quel modo. Sono due lati della stessa medaglia».
LA CPO REGIONALE. La presidente della commissione pari opportunità regionale Gemma Andreini fa notare che «è una cattivissima abitudine reiterata nel tempo che non vede la fine. Si ricorre ancora alla figura femminile in maniera impropria. Ci si basa su stereotipi che andrebbero abbattuti, anche tramite il non utilizzo di questi slogan in pubblicità». Andreini fa notare che i diversi casi accaduti in Abruzzo seguono un trend nazionale.
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