Donna strangolata in casa Sospettato il figlio 64enne

13 Febbraio 2023

L’uomo tenta il suicidio, bloccato dai carabinieri in strada. Spunta un biglietto di scuse Il corpo senza vita di Cesina Damiani, una disabile di 88 anni, scoperto dalla badante

CASOLI. Il corpo senza vita era nel letto, sul collo segni evidenti di strangolamento. Cesina Bambina Damiani, 88 anni di Casoli, disabile non autosufficiente, è stata uccisa ieri all’interno della sua vecchia casa nel centro del paese, al civico 237 di corso Umberto. L’unico sospettato è il figlio Francesco Rotunno, 64 anni, che in passato aveva avuto un impiego a tempo determinato in Comune grazie a una borsa lavoro. Dopo il delitto, l’uomo si è allontanato dall’abitazione: a distanza di qualche ora, i carabinieri lo hanno trovato a bordo strada con i polsi tagliati, molto probabilmente a seguito di un tentativo di suicidio: non è in pericolo di vita ed è stato ricoverato in Psichiatria. Già nelle prossime ore, anche dopo una valutazione del quadro clinico, nei suoi confronti potrebbe scattare un provvedimento da parte della procura della Repubblica di Lanciano, che aprirà un fascicolo per omicidio volontario aggravato. Al momento non si conoscono i motivi che possano aver spinto il 64enne ad ammazzare la madre. Il paese è sotto choc: quella famiglia è descritta come tranquilla, mai in passato – raccontano tutti, a partire dal sindaco Massimo Tiberini – aveva creato problemi.
il ritrovamento del corpo
L’allarme scatta poco prima delle sette di sera. A trovare il cadavere è la badante, che mette in moto immediatamente la macchina dei soccorsi. Ma per Damiani, originaria di Palombaro, non c’è niente da fare. Fin da subito, il medico del 118 nota sul corpo della pensionata tracce riconducibili a un decesso per cause violente, anche se l’appartamento appare piuttosto in ordine. Non solo: all’interno della stanza, c’è un biglietto con una richiesta di scuse. E a scrivere quel messaggio non può di certo essere stata la donna, a causa dei suoi problemi di salute. Già dall’inizio, i primi sospetti si concentrano sul figlio Francesco, nativo di Fara San Martino, che vive con la madre ma in casa non c’è: tutto lascia pensare che abbia vergato quella brevissima lettera, senza firmarla, prima di fare perdere le tracce.
LE RICERCHE
Sul posto, si precipitano i carabinieri della stazione di Casoli e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano. In contemporanea, in tutta la zona parte la caccia all’uomo. Un nuovo allarme scatta quando viene segnalato l’incendio di una rimessa della famiglia Rotunno, a poca distanza dall’abitazione di corso Umberto. La prima, inevitabile idea è che ad appiccare le fiamme sia stato il 64enne. Ma di lui, all’interno dell’edificio utilizzato per custodire i mezzi agricoli, non c’è traccia. E lo stesso discorso vale per le immediate vicinanze: Francesco sembra scomparso nel nulla.
BLOCCATO IL SOSPETTATO
A metà serata, una pattuglia dei carabinieri trova Rotunno in strada: ha i polsi tagliati, molto probabilmente perché ha provato a farla finita, ed è in ipotermia. Un’ambulanza del 118 lo trasporta d’urgenza, in codice rosso, all’ospedale Renzetti di Lanciano: dopo le prime cure, i medici lo dichiarano fuori pericolo e decidono di ricoverarlo in Psichiatria.
IL SOPRALLUOGO
In serata, nell’abitazione in cui si è consumato l’omicidio, arrivano per un sopralluogo anche il sostituto procuratore della Repubblica di Lanciano Serena Rossi e il medico legale Pietro Falco. L’obiettivo degli investigatori è trovare tracce utili per ricostruire nel dettaglio ogni fase dell’omicidio. Determinanti saranno anche eventuali testimonianze di vicini e parenti per tratteggiare il rapporto tra la donna e il figlio.
È ormai notte fonda quando il corpo dell’anziana viene portato via dall’abitazione per essere trasportato all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Sarà l’autopsia a svelare i dettagli di un delitto il cui responsabile sembra avere già un nome e un cognome.
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