Donna trovata chiusa in casa Il marito sentito dai carabinieri

Penne. Massima riservatezza sulla vicenda di degrado scoperta grazie alla segnalazione dei vicini Da una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe lasciato la moglie da sola per un giorno e mezzo
PENNE. Dopo il ritrovamento e le cure offerte alla quarantenne di Penne trovata segregata in casa tra sporcizia e degrado insieme ai suoi tre cani, i carabinieri della compagnia diretti dal maggiore Alessandro Albano e coordinati dal comandante provinciale Marco Riscaldati, stanno lavorando per accertare e ricostruire eventuali responsabilità in merito alla vicenda. Responsabilità che potrebbero rivelarsi anche penali alla fine delle indagini avviate sin da subito dagli investigatori allertati dopo la segnalazione dei vicini.
Tra i primi ad essere ascoltati, ieri mattina nella caserma dei carabinieri, è stato proprio il marito della donna che ha riferito di vivere grazie a una pensione. Da quanto si è appreso, visto che per la delicatezza del caso i carabinieri mantengono la più stretta riservatezza, l’uomo ha raccontato di aver lasciato la moglie sola, per un giorno e mezzo circa, e di averle chiuso a chiave alcuni ambienti dell’abitazione solo per tutelarla, in considerazione dei problemi psichici della donna. Nessuna segregazione, nessun sequestro, ma solo, avrebbe riferito il marito, la volontà di lasciarla in sicurezza. In ogni caso porte chiuse sì, ma solo quelle di alcuni ambienti, e lasciandole comunque elementi di sussistenza. La cucina era chiusa a chiave, è vero, ma secondo quanto riferito dall’uomo la moglie aveva comunque acqua e cibo assicurati. Salvo poi riscontrare, come hanno fatti i carabinieri al momento dell’intervento - su segnalazione dei vicini - che oltre a un piatto di insalata, la pasta che c’era era andata a male e per dissetarsi la donna non aveva altro che l’acqua del rubinetto del bagno.
Indagini delicate, che puntano a ricostruire, oltre al fatto in sè, anche la quotidianità della coppia già all’attenzione dei servizi sociali del Comune. «Si tratta di una vicenda complicata e difficile, nota alle assistenti sociali che seguono il caso da tempo», aveva dichiarato ieri alla stampa l’assessore comunale al sociale, Lorenza Di Vincenzo, «per rispetto della magistratura, che sta svolgendo le indagini, preferisco non aggiungere altro».
Dunque, a margine della ricostruzione del fatto in sè - la donna chiusa in casa per più di un giorno senza la possibilità di poter uscire - le indagini dovranno ricostruire anche eventuali altre responsabilità , proprio in considerazione del fatto che la situazione di degrado e bisogno era già nota.
In ogni caso, se la donna è stata soccorsa, sottoposta a tutte le cure mediche del caso e ricoverata in ospedale, e soprattutto se è stata liberata dal degrado a cui, in buona o cattiva fede qualcuno l’aveva in qualche modo abbandonata, è merito dei vicini. Di chi ha visto, o sentito, e ha segnalato. (s.d.l.)
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