Dopo la cattura dell’evaso interrogazione M5S sul carcere

21 Luglio 2021

PESCARA. Le gravi problematiche strutturali del carcere di San Donato, da cui l'11 luglio è evaso un detenuto egiziano di 21 anni, Salah Boukhalil, ritrovato domenica sera, dopo sette giorni di fuga,...

PESCARA. Le gravi problematiche strutturali del carcere di San Donato, da cui l'11 luglio è evaso un detenuto egiziano di 21 anni, Salah Boukhalil, ritrovato domenica sera, dopo sette giorni di fuga, a Cerignola, saranno al centro di una interrogazione parlamentare della deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto, che lunedì ha voluto visitare la casa circondariale per rendersi conto di persona della situazione. Stando alla stessa polizia penitenziaria, il giovane, in quattro minuti, ha scavalcato prima il muro di passeggio, quindi quello di cinta per poi darsi alla fuga in direzione stazione di Francavilla, dove in serata ha preso un treno diretto in Puglia.
«Ho avuto modo», sottolinea la parlamentare, «di incontrare e confrontarmi con il personale della penitenziaria, donne e uomini sul campo ogni giorno, costretti a turni di lavoro massacranti a causa di carenza del personale, ma anche sottoposti a forte stress a causa di strutture non adeguate». Quindi, per comprendere le difficoltà che ogni giorno devono affrontare, ha citato dei numeri. Numeri che dicono «che gli agenti in servizio per l’istituto di Pescara dovrebbe essere di circa 160 unità, ma attualmente concretamente in servizio sono meno di 90 (escludendo dal conteggio degli agenti assegnati all’istituto quelli che sono fuori dal servizio per varie cause)». A questo, fa presente, si aggiunge la inadeguatezza della struttura: «Basti pensare che all’interno dei cortili dell’istituto penitenziario sono installati tubi di grondaia verticale in cui non è difficile arrampicarsi. Dunque ogni fuga da quell’istituto è solo una questione di tempo, considerando le criticità e la carenza di personale». L'obiettivo, dunque, della interrogazione è di capire se si intendono risolvere queste problematiche e se in futuro sono previste integrazioni di organico per avvicinarsi quanto meno al numero di agenti previsti in organico. «Per trovare soluzioni», sottolinea, «questi luoghi vanno visitati e bisogna conoscere la realtà in cui la polizia penitenziaria opera. Nessuno slogan, qui la politica tutta deve impegnarsi al fianco dei servitori dello Stato». (a.d.f.)