Doppi turni al Marconi: scoppia l’ira dei genitori

10 Settembre 2021

Due delle 5 sedi provvisorie non sono ancora pronte: restano fuori 26 classi La preside: non ci sono altre strade. Insorgono le famiglie dei ragazzi pendolari

PESCARA. Ancora problemi per il liceo Marconi. Il nuovo anno scolastico per alcuni degli studenti, lunedì partirà con i turni pomeridiani. Nemmeno una ventina di giorni fa erano state rese note le sedi che quest'anno accoglieranno gli alunni del liceo. L’istituto è stato smembrato tra cinque immobili diversi per sopperire alla mancanza della storica sede di via Marino da Caramanico, oggetto di demolizione e ricostruzione. A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno i problemi aumentano. Due delle cinque sedi individuate non saranno pronte da lunedì, costringendo la dirigente scolastica a organizzare per oltre 400 studenti le lezioni nel pomeriggio. È il caso dell'ex Fater, che necessita ancora di lavori per accogliere 17 classi e che dureranno almeno 30 giorni. Ed è il caso dell'Accademia musicale pescarese, in via dei Peligni, a cui sono destinate 9 classi, dove serve una settimana per mettere in sicurezza una scala antincendio. «Qualche giorno fa», spiega la preside Giovanna Ferrante, «sono venuta a conoscenza, in maniera informale, che la sede dell'ex Fater non sarà disponibile prima di un mese. Ad oggi (ieri, per chi legge) non ho ancora ricevuto una comunicazione ufficiale. Nelle ultime ore ho cercato in tutti i modi di evitare il turno pomeridiano per i ragazzi, ma ormai l’inizio dell’anno è alle porte e questa è l’unica strada percorribile».
Proprio ieri pomeriggio la dirigente ha firmato e diramato la circolare contenente l’assegnazione delle classi alle sedi. CLASSI E SEDI. Le 17 che dovevano essere accolte nella ex Fater di via Volta sono state suddivise in due gruppi. Uno composto dalle sezioni A e B del liceo linguistico, andrà alla Di Marzio Michetti e l'altro, con le sezioni A ed E del liceo delle scienze umane all’Aterno Manthoné. Per loro le lezioni saranno dalle 14 alle 19 per tutto il primo mese. Nella ex Accademia di via dei Peligni, cinque classi del linguistico (1CLL, 2CLL, 4CLL, 4DLL, 1DLL) faranno lezione dalle 8 alle 13, mentre le 4 classi 3CLL, 3DLL, 5CLL e 5DLL dalle 14 alle 19 per la prima settimana. Restano le lezioni la mattina per 11 classi delle sezioni A, B, C del liceo scienze umane - economico sociale che andranno alla Di Marzio Michetti, 14 delle sezioni E, F, G del linguistico all'Aterno Manthoné e 13 delle sezioni B, C, D del Liceo delle Scienze Umane all'alberghiero De Cecco.
L’IRA DEI GENITORI. «È un disagio enorme», dice arrabbiatissima Cristina Fusilli, una mamma. «Tra i ragazzi ce ne sono tanti che arrivano da Lettomanoppello, Ortona, Scafa e alle 19 non troveranno nemmeno i trasporti a disposizione. In più salteranno tutte le attività sportive o le altre iniziative in cui i ragazzi sono coinvolti nel pomeriggio. Stiamo seriamente pensando di non mandare i nostri figli a scuola». «Lunedì si comincia e noi solo oggi (ieri, ndc) abbiamo ricevuto queste comunicazioni», aggiunge un’altra mamma. «I pendolari subiranno dei disagi enormi. Finire le lezioni alle 19 per poi ripartire a quell’ora significa arrivare a casa anche alle 20,30-21. Non ci può stare bene, anche perché siamo sicuri che questa situazione non si risolverà nel giro di un mese. È inaccettabile».
SCATTA IL PRESIDIO. Sul piede di guerra il comitato Quo Vadis che in queste ore si sta mobilitando «per l'organizzazione di un presidio contro la sciatteria della Provincia», dicono. «Era un futuro già scritto: non era pensabile di avere pronte delle sedi per il 13 settembre, individuate dopo ferragosto». Al fianco dei genitori anche i consiglieri comunali di centrosinistra. «Avevamo chiesto che il Comune attivasse un tavolo urgente fra scuola, Provincia, Ufficio scolastico e Asl per supplire alla drammatica inefficienza della Provincia sul fronte del liceo Marconi», affermano. «Mai avremmo immaginato che a 4 giorni dalla riapertura della scuola, il liceo si ritrovasse con 22 aule non ancora pronte e che la dirigenza scolastica venisse costretta a ragionare sui turni pomeridiani. Un fallimento totale del centrodestra di cui qualcuno si deve assumere la responsabilità». «Appena abbiamo saputo di quello che stava succedendo ci siamo messi subito in moto», ricostruisce Marinella Sclocco, «per trovare altre soluzioni. Non è possibile che la Provincia non dia alcuna risposta e che anche il Comune se ne lavi le mani. Non è accettabile che siano gli studenti, le loro famiglie, i docenti ed il personale scolastico a pagare le conseguenze di queste inefficienze».