Doppi turni, il Marconi si mobilita Presidio di studenti e genitori

11 Settembre 2021

PESCARA. È mobilitazione al liceo Marconi per il caos delle sedi provvisorie. Lunedì dalle 8 alle 11 gli studenti e i genitori allestiranno un presidio davanti la scuola di via Marino da Caramanico....

PESCARA. È mobilitazione al liceo Marconi per il caos delle sedi provvisorie. Lunedì dalle 8 alle 11 gli studenti e i genitori allestiranno un presidio davanti la scuola di via Marino da Caramanico. A sostenerli, il comitato Marconi Quo Vadis.
CINQUE SEDI. Il liceo quest’anno è stato suddiviso in cinque immobili per via della demolizione e ricostruzione della sede centrale. Il piano, predisposto dalla Provincia dopo ferragosto, prevede il trasferimento di circa 1.500 studenti tra la Di Marzio-Michetti, l’Aterno Manthoné, la De Cecco, l’ex Fater e l’Accademia musicale pescarese. Pochi giorni fa, la dirigente Giovanna Ferrante ha scoperto che l’immobile Fater non è pronto prima di un mese e che problemi interessano l’edificio della Accademia di Porta Nuova. La mancanza improvvisa delle due strutture, ha imposto alla preside di organizzare i doppi turni.
DOPPI TURNI. Da lunedì, per un mese, i ragazzi che avrebbero dovuto frequentare la scuola nella Fater seguiranno le lezioni nel pomeriggio, dalle 14 alle 19, tra la Di Marzio-Michetti e l’Aterno Manthoné. Per le classi dell’Accademia, per la prima settimana cinque faranno scuola la mattina, mentre quattro il pomeriggio.
L’IRA DEI GENITORI. Ma genitori e alunni non ci stanno. «Dopo due anni di didattica a distanza», scrivono i promotori del presidio sui social, «e un’estate passata a combattere contro le istituzioni che hanno permesso lo sradicamento di una comunità di 1.500 persone, siamo più pronti che mai a farci sentire. Per dire no alla mancanza di tutela dei diritti di studenti e professori, no allo spezzatino disorganizzato, no alle turnazioni organizzate senza considerare in alcun modo i pendolari, che costituiscono circa il 90 per cento degli studenti marconiani».
LA MOBILITAZIONE. In loro supporto la Libera associazione studentesca che parla di «doppio turno con orari indecorosi, il che comprende l’impossibilità di partecipare alle attività extracurricolari e la mancanza di mezzi pubblici per tornare a casa». Aderiscono alla mobilitazione anche Pd e Pescara in Azione per quello che definiscono «pasticcio, con 950 mila euro impegnati con atto d’indirizzo per la locazione e sistemazione di due sedi non ancora pronte». «Occorre sapere», spiega Stefano Torelli di Pescara in Azione, «quali servizi saranno garantiti per tutti gli studenti costretti a raggiungere sedi distanti. È auspicabile istituire un servizio navetta per compensare gli enormi disagi». «Molti docenti», aggiunge Leila Kechoud, vice segretaria provinciale del Pd, ma anche insegnante, «saranno costretti, durante la giornata, a numerosi spostamenti con propri mezzi e poco tempo a disposizione per raggiungere, in orario, classi dislocate anche in punti distanti. Che tipo di garanzie saranno loro assicurate?»
LA LETTERA. Sulla vicenda è intervenuto anche Domenico Pettinari, vicepresidente del Consiglio regionale, che ha inviato una lettera a Regione, Provincia e Comune per conoscere «se le sedi individuate che ospiteranno alla data di riapertura studenti e personale del Marconi rispettano i criteri di sicurezza previsti per gli edifici scolastici; se è stata definita la data dell’avvio dei lavori sulla storica sede, e cioè di demolizione e di ricostruzione di due corpi, e con quali risorse la Provincia realizzerà il secondo lotto previsto nel progetto, di ricostruzione di un corpo C e della palestra».