Doppio colpo, presi i rapinatori dei Rolex

3 Luglio 2020

Secondo la polizia sono gli autori della rapina a Liberatoscioli, in viale Kennedy, e a una commercialista in via Vespucci

PESCARA. Stessa tecnica, perfettamente riuscita. La banda dei Rolex, che in città ha rubato due orologi di valore, sembrava essere svanita nel nulla e invece la polizia l’ha individuata e ieri mattina ha arrestato i due componenti, che sono Giancarlo Di Pinto, 42 anni, napoletano residente a Francavilla al Mare, e Salvatore De Rosa, 45, anche lui napoletano dei quartieri spagnoli, volti noti per le forze dell'ordine. Delle indagini si è occupato il personale della squadra mobile, diretta da Dante Cosentino, con la sezione Antirapina, guidata da Cinzia Di Cintio, che non esclude «il coinvolgimento in altri colpi, anche a Francavilla al Mare». I fatti vengono ricostruiti proprio dagli investigatori.
LA PRIMA RAPINA. Il 25 ottobre 2019 avviene il primo assalto, ai danni di una commercialista, seguita a distanza e poi bloccata in via Vespucci attorno alle 18,40. La coppia di rapinatori, che viaggia su uno scooter nero, si avvicina alla donna, rendendosi irriconoscibile con il casco integrale. Poi l'uomo alla guida scende dal mezzo, immobilizza la vittima prendendola alle spalle e facendole male a un braccio e le strappa dal polso sinistro il Rolex modello DateJust 36 mm, il cui valore è di 5mila euro. Poi la fuga con il bottino mentre la donna finisce in ospedale, ferita e in stato di choc.
LA SECONDA RAPINA. I due, sostiene l'accusa, seguono lo stesso schema il 5 novembre quando, attorno alle 13, avvicinano Fiorello Liberatoscioli, 76 anni, mentre rientra a casa in viale Kennedy con l'auto. I due viaggiano su uno scooter con la targa coperta. Sono irriconoscibili perché hanno un casco nero che gli copre il volto. Prendono l'uomo per il braccio sinistro e gli chiedono qualcosa del tipo “Sei tu quello dei marmi?”, poi gli strappano dal polso il Rolex, modello Submariner, che vale 7mila euro, scaraventando il 76enne a terra. Loro spariscono, il ferito viene medicato in ospedale.
LO SCOOTER. Le telecamere raccontano cosa è accaduto, ma non ci sono indizi particolari. Un elemento in più arriva dalla «conoscenza del territorio»" e di ciò che avviene a Pescara e dintorni. In particolare, la polizia viene a sapere che un uomo di origini campane che vive a Francavilla, Giancarlo Di Pinto, ha uno scooter Carnaby nero che potrebbe essere quello delle rapine (inizialmente si pensava a un Liberty). L'attenzione della Mobile si concentra su quello scooter (senza assicurazione e sotto sequestro amministrativo negli anni scorsi) e su Di Pinto, che viene tenuto d'occhio.
LA RAPINA SVENTATA. Proprio grazie ai servizi predisposti dalla Mobile, viene sventata una rapina che Di Pinto e altri quattro tentano all'ufficio postale di via Majella, a Francavilla al Mare: l’uomo viene arrestato con due napoletani per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, oltre ad essere denunciato per il tentativo di rapina. Immediata la perquisizione a carico dell'uomo, con il sequestro del suo telefonino. Che diventa la chiave di tutto.
CELLULARI DECISIVI. L’analisi del cellulare permette di scoprire, sostiene sempre la polizia, che il 5 novembre Di Pinto ha seguito un percorso corrispondente a quello di Liberatoscioli, il quale ha fatto varie tappe, dalla sua attività fino a casa, dove è stato braccato dai rapinatori. E si scopre, sempre attraverso l'esame delle celle telefoniche, che anche in occasione della rapina alla commercialista il percorso seguito da Di Pinto è stato compatibile con quello della donna, bloccata dai rapinatori mentre rincasava da una passeggiata sul lungomare nord e sud (dove si era sentita osservata), ed è il segno che le vittime sono state spiate e seguite. E si scopre (sempre dallo studio del telefono) che Di Pinto non era solo nei due colpi, ma con lui c'era Salvatore De Rosa, come rivela il telefonino di quest'ultimo, e che dopo le rapine si sono spostati a Napoli, per ricettare il bottino, dice la polizia.
GLI ARRESTI. Alla luce dei gravi indizi raccolti a carico dei due, il giudice Antonella Di Carlo ha disposto l’arresto della coppia, su richiesta del sostituto procuratore Fabiana Rapino, che ha ricevuto l'informativa dal vice dirigente della Mobile Mauro Sablone. Di Pinto è stato catturato a Francavilla, dove era ai domiciliari con il braccialetto elettronico dopo la tentata rapina a Francavilla, mentre Salvatore De Rosa a Napoli. Durante le perquisizioni sono stati trovati i telefoni dei due e alcuni orologi, che non sono quelli rubati a Pescara. Gli accertamenti continuano.
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