Dormitorio chiuso, i poveri tornano a invadere le strade

Marciapiedi e portici del centro cittadino presi d’assalto dai clochard La struttura di via Lago Sant’Angelo ha ospitato 124 senzatetto in tre mesi
PESCARA. Dopo i due mesi centrali invernali, chiude il dormitorio comunale in via Lago Sant'Angelo e i senzatetto tornano a invadere marciapiedi e portici del centro città. Ieri mattina i cartoni con adagiati i clochard, avvolti da coperte di fortuna, ricoprivano come un tappeto strade centralissime come via Nicola Fabrizi, viale Regina Margherita e i portici di piazza Salotto. Con tanto di avanzi di cibo, bottiglie d'acqua e panni sporchi in bella vista.
E' l'effetto della fine del cosiddetto “Piano freddo” portato avanti dall'assessorato alle Politiche sociali del Comune, guidato da Antonella Allegrino, dal 29 dicembre al 28 febbraio, nell’ambito del servizio di Pronto intervento sociale (Pis) che ha garantito ospitalità a 124 senza dimora tutte le notti dalle 19 alle 9 del giorno successivo. Come rende noto l'assessore Allegrino, gli ospiti sono stati mediamente 60 persone a notte. Il coordinamento e la gestione della struttura di accoglienza di via Lago Sant’Angelo è stato affidato all’associazione On The Road Onlus, che ha lavorato in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII e con il sostegno dell’associazione Pea (Psicologia emergenza Abruzzo), la Caritas, privati cittadini, gruppi parrocchiali, il Banco Alimentare, l’associazione Emozioni, i Cavalieri di Malta e la Croce Rossa di Spoltore.
«È una situazione inaccettabile», contesta Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, «emergenze e proroghe non risolvono le problematiche, e così chi non ha un tetto da alcuni giorni si ritrova di nuovo in strada, con tutto ciò che ne consegue per la dignità delle persone e per la qualità della vita». Rifondazione Comunista rilancia la proposta di un dormitorio pubblico all’interno della stazione centrale, vista anche la mole di spazi vuoti: «E' incomprensibile che Comune e Ferrovie dello Stato non possano allestire un dormitorio nei locali liberi, che tra l’altro già ospitano il centro diurno Train de Vie–On the road».
«Dopo il progetto sperimentale dello scorso anno nel centro Britti», spiega invece Allegrino, «l’esperienza si è consolidata e ci ha consentito di accogliere un numero maggiore di senza dimora, ai quali sono stati offerti gratuitamente ospitalità notturna, una colazione calda e la vicinanza degli operatori e dei volontari, che hanno contributo alla realizzazione dell’iniziativa e ai quali rivolgo un sentito ringraziamento. Quest’anno sono state ospitate molte persone con situazioni di estremo disagio, dipendenze gravissime e problematiche di tipo psichiatrico: avrebbero davvero rischiato la vita se fossero rimaste al freddo perché non in grado di autodeterminarsi. Ora bisogna puntare a progetti di continuità, che non siano collegati a situazioni temporanee e che affrontino il problema in modo non emergenziale». In base alle stime dell'assessorato alle Politiche sociali a Pescara gravitano circa 100 senzatetto, ma il numero è destinato a salire con la chiusura progressiva dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo. «La popolazione accolta quest’anno nel dormitorio», aggiunge Massimo Ippoliti di On The Road, «è stata diversa da quella dello scorso anno per una forte presenza di africani. Abbiamo ospitato 106 uomini e 18 donne di cui 54 italiani, 44 africani provenienti per lo più da Marocco, Tunisia e Gambia, 18 romeni, 4 polacchi, 2 bulgari, 1 ucraino e 1 sloveno. La sperimentazione dell’accoglienza delle donne, che lo scorso anno erano state ospitate in albergo, è stata positiva perché siamo riusciti a gestire la convivenza in stanze diverse. Al di là dei numeri, ci sono state situazioni difficili a cui siamo riusciti a trovare una soluzione».

