Dottoressa pescarese muore a 41 anni

Luisa De Sanctis era in servizio all’ospedale di Ortona. Lascia la figlia di 5 anni e il marito, commercialista a Villa Raspa
PESCARA. Aveva abbracciato sua figlia Irene, 5 anni, e le aveva promesso un fantastico viaggio a Eurodisney. Ora quel sogno, a lungo rimandato a causa del Covid, lo faranno diventare realtà papà, nonno e nonna, zio e zia.
Quel viaggio sarà il 4 giugno del prossimo anno, quando Luisa De Sanctis, (nella foto) pescarese, dirigente medico in servizio alla Dialisi dell’ospedale “Bernabeo” di Ortona, morta in Svizzera dopo aver combattuto a lungo una malattia, avrebbe compiuto 42 anni. Era ricoverata a Basilea (da dove la salma ripartirà oggi) aveva creduto con tutta se stessa di potercela fare a sconfiggere quel male insidioso con una terapia sperimentale. Ma si è dovuta arrendere e ieri la notizia è rimbalzata anche a Pescara, dove è nata, e Villa Raspa, dove viveva con il marito, Luciano D’Antogno, 43 anni, commercialista a Spoltore.
Appassionata di fotografia, volontaria della Croce Rossa di Pescara e Spoltore insieme al marito verso il quale esprime il cordoglio anche la Delfino Pescara 1936, Luisa De Santis lascia la piccola Irene, il padre Francesco, titolare della Impel cancelli automatici; la mamma Pina; i fratelli Francesca, dipendente all’Ikea di Milano e Antonio, carabiniere a Firenze. La camera ardente sarà allestita da domani alle 8.30 nella Dimora del Silenzio a Montesilvano. I funerali si terranno, sempre domani, alle 14.30 al santuario della Madonna dei Sette Dolori dove nel 2014 si è sposata con Antonio. La salma riposerà nel cimitero di Elice, vicino all’amato nonno Giovannantonio De Sanctis. «Era la figlia che tutti avrebbero voluto avere» dice, piegata dal dolore, mamma Pina, «era brava, paziente, onesta e bellissima. Tutti le volevano bene, era sensibile e altruista, i pazienti l’adoravano. Nel giorno del suo compleanno, il 4 giugno, voleva andare con Irene a Eurodisney, ora ci porteremo noi la bimba e le diremo che la mamma adesso è un angelo». Francesco, il papà: «Mia figlia era una gentildonna. Il suo lavoro era una missione. Un giorno uscì dall’ospedale per andare a comprare un giocattolo per un bimbo malato. Aveva una grande dignità e sapeva sempre cosa fare».
La dottoressa De Santis era vissuta a Pescara Colli e in piazza Duca. In città aveva frequentato le elementari in via Cavour e studiato danza classica. In seguito il trasferimento a Francavilla, poi a Montesilvano dove aveva studiato al liceo scientifico D’Ascanio. Laurea all’università D’Annunzio di Chieti e infine, a Villa Raspa di Spoltore dove risiedeva con la famiglia. Le piaceva viaggiare, l’Islanda tra i luoghi dell’anima. Affranta la sorella, Francesca che ricorda con orgoglio: «Irene era il suo grande amore, ha lottato fino alla fine, chiedeva scusa per essere malata. Voleva vivere solo per sua figlia, per vederla crescere. Aveva persino pensato a un video per raccontarle il suo amore e che accompagnasse la bimba in ogni tappa importante della vita. Ma non ce l’ha fatta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

