«Dove sono finiti i soldi per i premi Flaiano?» Tiboni contro la Regione
La presidente: «Escluso dal bilancio l’evento che dà lustro all’Abruzzo» Nel 2020 spazio al cinema americano e McCurry è pronto a tornare
PESCARA. «Chiediamo con la dovuta serenità, e con atteggiamento collaborativo, la possibilità di organizzare serenamente i premi Flaiano, senza entrare nel limbo della polemica»: Carla Tiboni, presidente della fondazione che allestisce l’evento, commenta così l’esclusione dai finanziamenti diretti alle manifestazioni artistiche e culturali abruzzesi, varati con l’ultimo bilancio regionale. Una domanda rivolta alla Regione su una questione già sollevata ad agosto, quando la stessa Tiboni aveva parlato di «Flaiano dimenticato».
Ora, la presidente della fondazione torna sull’argomento: «Perché siamo esclusi dai finanziamenti diretti?», chiede Tiboni, «siamo già al lavoro per organizzare la 47esima edizione, ma non sappiamo quali contribuiti avremo a disposizione. Andiamo avanti alla cieca, ma dobbiamo farlo perché non possiamo fermarci: la nostra non è una manifestazione estemporanea che si fa in un giorno. Questa esclusione ci intimorisce e ci spaventa. Noi partecipiamo ai bandi e agli avvisi, con i quali arrivano poi finanziamenti per le edizioni precedenti, ma forse è giunto il momento di varare una legge ad hoc per sostenere i Flaiano».
La manifestazione costa tra i 100 e i 120mila euro. È in crescita, come offerta e come numeri: nel 2019 sono state registrate diecimila presenze. «Se si parla di cultura che fa economia, i Flaiano mi sembrano un ottimo esempio», sottolinea la Tiboni, «non sono una risorsa solo per Pescara, ma per tutto l’Abruzzo: ormai hanno un respiro internazionale. Basti pensare che il fotografo Steve McCurry, ospitato l’anno scorso, ora vorrebbe organizzare una mostra all’Aurum: parliamo di un evento che può portare visitatori da tutta Italia».
L’ultima edizione dei Flaiano è stata arricchita da una sezione dedicata agli scrittori under 30. Nella prossima, dovrebbero aggiungersi una 24 ore di narrativa e uno spazio dedicato al cinema americano. «Parliamo di un’organizzazione complessa, che ha bisogno di maggiori certezza», incalza la Tiboni, «non abbiamo nulla da eccepire sui beneficiari dei fondi, e tra l’altro in alcuni casi si tratta di associazioni con cui collaboriamo. Ma vogliamo capire perché noi non siamo nell’elenco».
Ieri mattina, dopo l’incontro della Tiboni con la stampa al Mediamuseum di Pescara, a stretto giro sono arrivati le rassicurazioni della politica regionale: «Non è neppure ipotizzabile un depotenziamento», ha dichiarato il sindaco Carlo Masci, «ho avuto ampie rassicurazioni dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dall’assessore alla Cultura Mauro Febbo: i premi Flaiano non subiranno penalizzazioni, ma saranno nelle condizioni di svolgere il proprio importante ruolo di primo piano nel panorama culturale nazionale e internazionale».
«Prendo atto», ha poi controcommentato la Tiboni, «di queste rassicurazioni e ringrazio il sindaco. Non ho motivo di credere che i premi non saranno finanziati, ma resta il dato che nella legge di bilancio non c’erano, ed era doveroso intervenire per difendere la manifestazione».
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