Dragaggio, i sedimenti verranno spostati

14 Gennaio 2015

Nuova riunione tecnica in Regione sull’emergenza fondali. Via alla procedura della “movimentazione”

PESCARA. È stata tracciata la strada da seguire per il porto di Pescara in una riunione che si è svolta ieri nella sede della Regione tra il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, i soggetti istituzionali coinvolti e i portatori di interesse.

Proprio all’inizio di gennaio la motonave Galatea non era riuscita ad attraccare a causa dei bassi fondali, annoso problema che affligge la marineria e gli operatori commerciali del porto. Così, per quanto riguarda il dragaggio, durante la riunione di ieri nella Regione sono stati affrontati problemi emergenziali e di prospettiva.

Per l'emergenza le strutture regionali e l'Arta hanno discusso come velocizzare al massimo tutte le procedure allo scopo di pervenire in tempi rapidi al ripristino dell’agibilità portuale. Verrà utilizzata la tecnica della movimentazione, senza estrazione dall'acqua, dei sedimenti marini, deponendo il materiale asportato oltre la diga foranea.

Sono state discusse, inoltre, le condizioni per affrontare il problema della vasca di colmata destinando i sedimenti attualmente depositati al riutilizzo che è consentito dalla normativa.

Sempre durante l’incontro di ieri è stata anche valutata la possibilità di interventi alla radice della banchina nord, attualmente oggetto – in un triangolo composta dalla Madonnina e all'interno del fiume – di sedimentazione di materiali anche organici e putrescibili.

La soluzione può consistere in una risagomatura del profilo della banchina che non pregiudichi il deflusso delle acque anche in caso di piena ma che eviti il fenomeno.

Infine per quanto riguarda interventi strutturali a larga scala che trovano soluzione nel Piano regolatore portuale per il quale la Regione ha stanziato 3,5 milioni e il Provveditorato alle Opere pubbliche 1,950 milioni di euro sono stati puntualizzati tutti i passaggi necessari per la redazione del progetto definitivo, del necessario studio di impatto ambientale da sottoporre al ministero dell'Ambiente e tutte le possibili criticità da evitare poiché potrebbero portare ritardi nel processo di approvazione e realizzazione delle opere.

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