Droga e “compro oro”, preso D’Agostino

Arrestato in Germania dopo 6 mesi di latitanza uno degli uomini chiave dell’operazione Gold market
PENNE. È stato rintracciato in Germania dopo una latitanza che durava dallo scorso maggio. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Penne, in collaborazione con la polizia tedesca, attivata tramite il servizio di cooperazione internazionale del ministero dell’Interno, hanno arrestato Maik D'Agostino, 32 anni, pregiudicato di Penne.
D'Agostino, il cui mandato d'arresto è scaturito dall’ordinanza di misure cautelari emessa il 24 aprile scorso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, Mariacarla Sacco, su richiesta della pubblico ministero, Barbara Del Bono, è stato rintracciato a Monaco di Baviera, dove si era rifugiato per sottrarsi alla cattura lo scorso 9 maggio quando i militari vestini, nell'ambito dell'operazione Gold Market, eseguirono 17 misure cautelari, 24 perquisizioni personali e domiciliari tra Penne e il comprensorio oltre a ben 74 ragazzi segnalati come assuntori di droga.
Con l’arresto di D'Agostino si sono concluse le investigazioni sviluppate dai carabinieri della compagnia di Penne, indagini che hanno consentito di disarticolare una delle più efficienti organizzazioni criminali su tre livelli di competenze e complessità gestionali. Organizzazion e che ha alimentato il fenomeno del consumo e lo spaccio di stupefacenti nell’area pescarese, legando talvolta i profitti all’attività dei negozi «compro oro» nei quali sono state documentate numerose cessioni di monili provento di furti in abitazioni, dietro corrispettivo in denaro contante utilizzato, sia a saldo della partita di stupefacenti di volta in volta acquistata, sia come provento personale.
A capo dell'organizzazione specializzata nello spaccio di droga c'era Alfredo Rozzi, 47 anni, di Montesilvano. considerato il dominus dell'organizzazione che si avvaleva per la sua attività della compagna e la figlia, rispettivamente di 42 e 21 anni.
Il lavoro investigativo svolto dai carabinieri è stato di grande valenza anche perché, ancora una volta, rivolto al contrasto di un fenomeno come il del consumo e lo spaccio di stupefacenti, purtroppo molto ben radicato negli ambienti giovanili, anche scolastici, del comprensorio vestino.
L'attività dei militari i è stata preziosa anche in virtù dello «spessore criminale» dei principali attori di quello che si è delineato come un vero e proprio mercato parallelo rispetto alle competenze delle note famiglie rom del Pescarese, già destinatarie di provvedimenti di contrasto nel più ampio contesto di collaborazione e coordinamento delle forze di polizia anche all’estero.
Francesco Bellante
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