Droga in cassaforte Giovane giardiniere arrestato per spaccio

Montesilvano. Fermato dalla polizia per un controllo si è difeso dicendo che coltivava la marijuana per sè
MONTESILVANO. Nella vita fa il giardiniere, e proprio sfruttando le sue competenze professionali si era messo a coltivare anche la marijuana. Per uso personale, ha detto ai poliziotti, solo per uso personale. Ma mercoledì mattina, intorno alle 10, una pattuglia del reparto Prevenzione crimine Abruzzo diretto da Alessandro Di Blasio ha fermato il giovane giardiniere originario di Ortona e residente a Montesilvano, a Pescara, tra via Tiburtina e via Tavo.
Un banale controllo di fronte al quale il 29enne si è mostrato subito nervoso. Talmente nervoso da indurre gli agenti ad avviare una perquisizione. Nel suo zaino, appoggiato sul sedile lato guida, hanno trovato tre involucri termosaldati con complessivi tre grammi di marijuana e 7 blister contenenti compresse di Suboxone, una sostanza utilizzata per il trattamento sanitario dei tossicodipendenti. Ma visto che il giovane non è iscritto al Sert, e visto che non è riuscito a giustificarne comunque il possesso per uso personale, i poliziotti hanno deciso di procedere anche alla perquisizione domiciliare. E sono andati a casa sua a Montesilvano, in una traversa di via Vestina dove il 29enne abita con i genitori. Persone perbene, all’oscuro di tutto.
E proprio a casa i poliziotti hanno fatto un’ulteriore scoperta. Nella cassaforte a muro utilizzata dal giovane giardiniere, gli agenti hanno trovato sostanze stupefacenti e materiali utilizzati per il loro confezionamento e sminuzzamento. Nel dettaglio, un bilancino di precisione, 27 grammi di marijuana, 13 semi di piante di marijuana, numerosi ritagli di cellophane utili al confezionamento della sostanza. Quanto basta a confermare i crescenti sospetti degli agenti che a quel punto, nei confronti del 29enne, hanno fatto scattare l’arresto in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
A sua difesa il giovane, incensurato, ha ripetuto di coltivare la marijuana per uso personale in piccoli pezzi di terreno che trovava di volta in volta liberi, sfruttando le sue conoscenze professionali, visto che svolge il lavoro di giardiniere. Ma le cartine trovate a casa sua per il confezionamento delle dosi, il bilancino e i blister con i medicinali in uso ai tossicodipendenti lasciano ipotizzare un’attività di spaccio. (a.s.)

