Droga, le ruspe non bastano La denuncia dei cittadini: «Qui si continua a spacciare»

23 Aprile 2023

Rancitelli e Fontanelle, residenti in strada col consigliere regionale Pettinari (M5S) «I pusher si sono riorganizzati in via Lago di Capestrano e via Caduti per Servizio» 

PESCARA. «Abbattuto il Ferro di Cavallo di via Tavo, ora i pusher si sono trasferiti al “Ferretto” di via Lago di Capestrano, a Rancitelli, e in via Caduti per Servizio, a Fontanelle». È la nuova mappa dello spaccio tracciata dal vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che ieri mattina è tornato a ispezionare i luoghi di degrado e sporcizia di Fontanelle, dove «i cittadini onesti sono costretti a subire da anni, continue angherie, minacce e soprusi da delinquenti pericolosi e armati». E i residenti sono scesi di nuovo in strada, al suo fianco, insieme al presidente dell'associazione “Insieme per Fontanelle” Nello Raspa.
Qualcuno si è preso la briga di contare, in un giorno, gli accessi in uno dei due palazzi dello spaccio, ai civici 49 e 15: «Cento ingressi in una sola ora», riferisce Pettinari che fa due conti: «Volendo fare una media di incassi a 40 euro a dose, sono 4mila euro in sessanta minuti. Una escalation di via vai, con auto proprie ma anche con i taxi, legata alla scomparsa del Ferro di Cavallo. Adesso il nuovo “Ferretto” di Rancitelli», come lo definisce Pettinari, «si è spostato tra via Lago di Capestrano e via Imele, zona campo sportivo».
Fontanelle, invece, «continua a essere invasa dagli spacciatori che usano le case popolari come botteghe per vendere morte. Fu proprio dai balconi del civico 49», ricorda ancora Pettinari, «che durante la fiaccolata del 2011 ci tirarono addosso le mazze di legno». Oggi, lì intorno, le fioriere vengono usate come cestini dell’immondizia e le sciarpe avvolgono i rami degli alberi. Concetta De Simone, una residente dei palazzoni Ater gestiti dal Comune, mostra l’ingresso del civico 52 «che la sera si riempie di ratti e dalle campagne circostanti ci invadono i cinghiali». La vicina, Giustina Polidoro, mostra da lontano il muretto di contenimento che si è accasciato, crollando, di fronte al civico 48 e tutta l’immondizia che giace agli angoli degli alloggi per i disabili. Dal sopralluogo nel palazzone civico 15, Pettinari e chi è con lui escono stravolti dal puzzo di urina. E come se non bastasse, macchie e sporcizia nell’androne trasformato in discarica, il pavimento disseminato di bottiglie e bidoni di plastica, i lucchetti inutilmente appesi alle porte sfasciate, un peluche riverso a terra. Sull’asfalto ancora i segni del rogo che 12 anni fa divorò l’automobile di Nello Raspa.
Pettinari non critica l’abbattimento del Ferro di Cavallo: «Plaudo a questo intervento, ma da anni dico che il problema della criminalità non si sarebbe risolto così, ma solo spostato altrove. Ed è accaduto. Ricostruire altri edifici significa solo ricomporre un ghetto. Comune e Regione cosa vogliono fare, abbattere anche Fontanelle?». E il pentastellato suggerisce «un censimento a tappeto sul territorio, per capire chi ha i requisiti e le carte in regola per soggiornare nelle case popolari. E riassegnare gli alloggi alle 700 persone inserite nelle graduatorie Ater e del Comune in attesa da anni, mentre gli appartamenti vengono occupati illecitamente. E un posto fisso di polizia municipale h24 che Fontanelle ha perso da mesi, ma funzionava da deterrente».
Mario Lufino segnala spaccio e degrado anche a San Donato. Con Giancarlo Carpiani, storico consigliere di quartiere a Rancitelli, propongono di «ricostituire le circoscrizioni in vista della futura unificazione di Pescara, Spoltore e Montesilvano».