Droga pesante a giovani e operai Blitz a Rancitelli: otto arresti

Identificati oltre 60 clienti in sei mesi di indagini: alla centrale dello spaccio dosi anche a 5 euro Tra le sostanze sequestrate c’è una miscela micidiale di eroina e crack molto diffusa all’estero
PESCARA. In gergo lo chiamano “speedball”. È una miscela micidiale di eroina o morfina, con cocaina o crack, venduta a prezzi stracciati, molto diffusa all’estero e solo negli ultimi anni in Italia. È stata ritrovata per la prima volta dai carabinieri del comando provinciale di Pescara nella centrale di spaccio di Rancitelli nel corso dell’operazione “Iron Horse” che, ieri mattina all’alba, ha portato all’arresto di otto persone per reati legati allo spaccio di droga. Come è emerso dalle indagini dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile diretto dal tenente Giovanni Rolando e coordinato dal comandante della compagnia Antonio Di Mauro, andate avanti fin dal maggio scorso, sotto ai palazzoni del cosiddetto “Ferro di cavallo” vanno a rifornirsi soprattutto giovani dopo una notte passata a bere nei locali della movida oppure operai che prestano servizio nelle ditte della Val Pescara e della provincia di Chieti. Non solo abruzzesi, ma anche pugliesi e campani che arrivano al supermarket della droga di Rancitelli grazie all’aiuto di un intermediario e poi finiscono per consumare le dosi all’interno degli stessi condomini delle case popolari.
I motivi sono semplici: al “Ferro di cavallo” l’eroina, la cocaina e lo speedball sono disponibili per tutti, a costi bassissimi. Una dose, come hanno sottolineato il colonnello Eduardo Gambardella e il capitano Di Mauro, può costare anche 5 euro, salendo fino a 10, 30, 40 euro al massimo. Ieri, alle prime luci dell’alba, i carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile del nucleo carabinieri di Chieti, del quinto nucleo elicotteri carabinieri di Pescara e del personale della compagnia di Ortona hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa delle misure cautelari in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea su richiesta del sostituto procuratore Luca Sciarretta.
Le attività d’indagine dell’operazione “Iron Horse” hanno avuto una durata di circa sei mesi e hanno portato al recupero e al sequestro di 300 grammi di eroina, 150 grammi di cocaina e 50 grammi di speedball. In totale sono stati identificati, da maggio a oggi, circa 60 consumatori abituali e ad oggi risultano indagate 14 persone. Si è trattata di un’operazione vecchio stampo, condotta senza l’aiuto di telefoni e altre apparecchiature elettroniche, ma soltanto con servizi di osservazione, controlli e pedinamenti. Una volta bloccati i clienti, e trovati in possesso di sostanze stupefacenti, i militari sono riusciti a ricostruire in poco tempo tutti i movimenti e a risalire a coloro che effettivamente vendevano la droga (in tre sono stati arrestati in flagranza di reato). Molti di loro sono già noti alle forze dell’ordine sempre per reati legati allo spaccio. Come Valentino Spinelli, il 28enne che a luglio ha sparato dal balcone del suo appartamento contro l’auto di due clienti mentre si trovava ai domiciliari, o come Maria Spinelli, 52 anni. Tra gli arrestati figurano molte donne come Giulia Spinelli di 41 anni, Giovina Candeloro di 34, Angela Morelli di 28 anni e Tamara Rech di 26. Tra gli uomini finiti in carcere ci sono i due presunti intermediari, tra i clienti e i pusher: Luigi Paesano, 49 anni, residente al Ferro di cavallo, e Dino Renzetti, 45enne di Ortona, arrestato in una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Altre due persone M.S. e S.H. sono ricercate, mentre in quattro restano indagati a piede libero.
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