Droga, rifiuti e topi ecco cos’è diventato il centro direzionale

13 Giugno 2015

Da quando anche il secondo supermercato ha chiuso le zone condominiali dell’edificio sono il regno dei disperati

PESCARA. Doveva essere un centro direzionale, un polo all’avanguardia con tanto di spa e centro benessere. Oggi è un ricettacolo di immondizia, rifugio di chi ha bisogno di nascondersi per vendere e iniettarsi droga, prostituirsi, ubriacarsi e dividersi la refurtiva. Che si tratti di carne o Gratta e vinci.

È l’edificio Ferri di via Tiburtina 91 sede non solo del quotidiano il Centro, ma anche della biblioteca regionale Di Giampaolo, dell’agenzia per la promozione culturale della Regione, di uno studio associato di commercialisti, dell’Iper di prodotti cinesi e del self-service giapponese e già sede di due supermercati che hanno chiuso uno dietro l’altro. Eppure, a margine dei frequentatori di tutte queste strutture c’è un mondo di invisibili, che tanto invisibili non sono a giudicare da quello che lasciano, che ha preso possesso delle aree condominiali dell’edificio. Vale a dire la galleria che portava all’ingresso del supermercato, gli accessi al parcheggio interrato chiuso da quando sono state incendiate due macchine al suo interno pochi mesi fa, e perfino le scalinate che portano alla biblioteca e agli uffici, nel piano dove a breve aprirà anche l’ufficio del Rina (Registro navale italiano). Un degrado che le foto pubblicate in questa pagina raccontano solo in parte, perché poi c’è la puzza: quella che esce dai pozzetti tutti sprovvisti di coperchio, quella degli escrementi, del cibo avariato e dei sacchetti di spazzatura abbandonati tra l’erba alta non meno di mezzo metro e ad ogni angolo della galleria dove spuntano le trappole per i topi. Una situazione al limite dell’emergenza igienico- sanitaria che va di pari passo con quella sociale: perché se nel piazzale del parcheggio ci sono due scarpe da donna abbandonate in mezzo ai frammenti di bottiglie vorrà dire che qualcos’altro accadrà ai piedi dei palazzi di via Ciglia in cui vivono decine di famiglie. Di sicuro si spaccia e si consuma droga nel centro direzionale mancato, basta guardarsi intorno: la scatola di siringhe vuota, le siringhe sporche di sangue come alcuni fazzoletti e perfino la busta di limoni che solitamente i tossicodipendenti utilizzano per disinfettare. Dalla proprietà fanno sapere che entro fine mese riprenderà possesso dei locali del supermercato sfrattato, dove arriverà una nuova multinazionale. Quanto al degrado, l’amministratore di condominio dello studio Festa a cui la proprietà ha fatto girare i quesiti del Centro, non rilascia dichiarazioni, limitandosi a far sapere che lunedì entrerà in azione la nuova ditta di pulizie dopo che la vecchia ha riconsegnato le chiavi la scorsa settimana. (s.d.l.)

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