Droga sulla costa dalla Campania: presi due corrieri

17 Giugno 2017

FARINDOLA. Si organizzano da soli, con ronde a distanza per proteggere la memoria, e gli oggetti dei loro cari, rimasti sotto le macerie dell’hotel Rigopiano. I familiari delle 29 vittime della...

FARINDOLA. Si organizzano da soli, con ronde a distanza per proteggere la memoria, e gli oggetti dei loro cari, rimasti sotto le macerie dell’hotel Rigopiano. I familiari delle 29 vittime della valanga del 18 gennaio iniziano da una data simbolo, domani, a cinque mesi esatti dal disastro. E armati di binocoli, macchinette fotografiche con obiettivi speciali a lungo raggio e radio per la comunicazione, si alterneranno come vedette da una postazione dove è possibile controllare tutta l’area. Pronti a immortalare e poi a denunciare con la documentazione fotografica chiunque andrà lì per un selfie, o per un souvenir dell’orrore. Come già successo nei giorni scorsi.
Inizia da qui il nuovo capitolo del dolore scandito dal 18 di ogni mese, e che questa volta vedrà il Comitato vittime di Rigopiano radunarsi e organizzarsi alla Baita della Sceriffa, pochi chilometri più su rispetto al resort, domani alle 9, dopo una notte di veglia che da stasera coinvolgerà molti di loro con tende e camper già sul posto.
E tra i punti che affronteranno domani, quando saranno arrivati tutti i componenti del Comitato, c’è proprio quello del calendario delle ronde a distanza, con le magliette personalizzate con la foto dei loro cari, da portare avanti nei fine settimana di tutta l’estate. O perlomeno fino a quando non otterranno, come hanno già chiesto, la bonifica del sito. «Ma una bonifica a mani nude», sottolinea il portavoce Gianluca Tanda, «per evitare che possa andare distrutto anche il più piccolo ricordo».
Per ora un piccolo risultato c’è, dopo le richieste del Comitato e dopo le istanze dei legali del sindaco e del tecnico comunale di Farindola, che è poi il custode giudiziario dell’area. Da ieri infatti, su disposizione del sostituto procuratore Andrea Papalia, è iniziata la recinzione perimetrale del rudere dell’hotel Rigopiano, sia della parte crollata sia della parte integra, vale a dire la spa, e dell’area immediatamente adiacente all’edificio interessata dagli effetti della valanga. Una rete arancione alta un metro e ottanta e lunga 900 metri che dovrebbe proteggere la zona dalle incursioni dei turisti dell’orrore. Già otto quelli denunciati per conto del tecnico comunale, attualmente unico responsabile della zona, dagli avvocati Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri. Ma altri “turisti” potrebbero arrivare soprattutto nei fine settimana.
Intanto ieri, su mandato del pm Papalia i carabinieri forestali hanno ascoltato i genitori di Stefano Feniello, una delle 29 vittime della valanga, dopo l’esposto in cui, tramite l’avvocato Camillo Graziano hanno denunciato il prefetto Francesco Provolo e il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli in merito alla notizia sbagliata sul figlio. Dato per vivo e invece morto nei giorni dell’emergenza. (s.d.l.)