Pescara

Droga, vendita oltre l’inferriata: così a Rancitelli si spaccia a tutte le ore

29 Ottobre 2026

Pescara, il viavai di clienti al civico 15 di via Lago di Capestrano: ecco i fotogrammi-denuncia. Pettinari: «Scene infernali, famiglie oneste costrette a subire tutto questo degrado»

PESCARA. La mano che spunta oltre l’inferriata, l’involucro che passa rapidamente da una parte all’altra, il cliente che afferra l’acquisto e si allontana in fretta, pronto a consumare la droga appena comprata. Pochi secondi, una scena che si ripete e che, secondo le denunce del consigliere comunale Domenico Pettinari, continua ad andare in scena quotidianamente al civico 15 di via Lago di Capestrano, nel cuore di Rancitelli. Un mercato della droga che, stando a quanto denunciato, non si ferma neppure davanti alle abitazioni, tra le finestre e gli ingressi di un palazzo in cui vivono anche famiglie perbene. È un’immagine che racconta la difficile realtà di una delle aree più problematiche di Pescara: da una parte lo Stato, con le divise, i controlli e le unità cinofile impegnate a controllare e monitorare quanto accade negli appartamenti; dall’altra, un’attività di spaccio che, secondo le segnalazioni, continuerebbe a trovare spazio proprio tra gli edifici di residenza popolare.

A portare ancora una volta all’attenzione delle cronache le vendite di droga a tutte le ore del giorno e della notte è Pettinari, presidente del movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo”, che della lotta al degrado e allo spaccio ha fatto la sua missione politica. «È inaccettabile che una casa popolare possa essere utilizzata per alimentare lo spaccio mentre famiglie oneste, con figli a carico, aspettano per anni in graduatoria senza riuscire ad avere un alloggio», dice Pettinari che mostra i video di ciò che accade dentro quegli appartamenti, «da mesi i cittadini documentano attraverso video ciò che accade quotidianamente in via Lago di Capestrano denunciando una situazione di spaccio assieme a noi. Scene gravissime, con un continuo andirivieni di persone e passaggi di sostanze stupefacenti. Immagini infernali e raccapriccianti, perché mostrano una realtà che nessuna famiglia dovrebbe essere costretta a vivere sotto casa propria». C’è chi si presenta davanti alla porta, protetta da un cancello di ferro, e ritira di fretta e furia la droga, chi aspetta persino con le banconote in mano mentre il venditore prepara la merce: nei video girati al civico 15 di via Lago di Capestrano c’è la testimonianza di quello che accade a ogni ora del giorno. «Non siamo di fronte a una denuncia improvvisata», continua Pettinari, «da anni, e con particolare insistenza negli ultimi mesi e nelle ultime settimane, segnaliamo le criticità di via Lago di Capestrano, con particolare riferimento ai civici 15, 7, 9 e 11, oltre alla situazione di via Imele 25».

Minacciato a più riprese dai boss locali che gestiscono il mercato degli stupefacenti in città, da anni Pettinari è sottoposto alla cosiddetta “sorveglianza leggera”: quando si reca in queste zone per effettuare sopralluoghi o conferenze stampa, deve informare le forze dell’ordine, che provvedono a monitorare l’area. Anche ieri mattina Domenico Pettinari, insieme al consigliere Massimiliano Di Pillo, era davanti agli alloggi ai civici 15, 7, 9 e 11 di via Lago di Capestrano. Proprio mentre i poliziotti erano impegnati nei controlli all’interno degli appartamenti, la tensione è salita nuovamente. «La gravità di quanto accade è testimoniata anche dalle minacce che abbiamo subito personalmente durante le nostre attività di denuncia», dice Pettinari, «appena una settimana fa, mentre effettuavamo l’ennesima denuncia pubblica proprio davanti al civico 15 di via Lago di Capestrano, siamo stati nuovamente minacciati di morte da alcuni soggetti con precedenti penali. La situazione si è ripetuta anche questa mattina (ieri per chi legge, ndr). Quando un soggetto con precedenti penali mi ha visto davanti allo stesso civico, ha iniziato a rivolgermi insulti e minacce. Soltanto grazie al tempestivo intervento della polizia è stato possibile allontanarlo. È inaccettabile che chi denuncia pubblicamente situazioni di illegalità debba essere insultato, minacciato e intimidito mentre cerca di dare voce ai cittadini che non ne possono più».

Pettinari ringrazia il lavoro delle forze dell’ordine: «Questa è una delle zone più pericolose della città e ringraziamo le forze di polizia perché sono sempre molto attente alle nostre segnalazioni. Quando lo Stato risponde in questo modo, noi siamo soddisfatti». Poi rivolge al Comune di nuovo un appello: «Istituire un presidio fisso delle forze dell'ordine nell'area maggiormente interessata dalle criticità e chiedere al Governo di valutare l'attivazione dell'operazione Strade sicure, con l'impiego dei militari a supporto delle attività di controllo e vigilanza, secondo le modalità previste dalla normativa vigente».