Due gallerie nel Morrone Il fronte dei sindaci: non si gioca con l’acqua

Il progetto dei tunnel di 11 chilometri vicino alle sorgenti del Giardino Zaccagnini: aspettiamo gli atti ufficiali. Salvatore: tuteliamo la falda
POPOLI. C’è un fronte dei sindaci contro il progetto di due gallerie per 11,2 chilometri scavate nel ventre del Morrone per il passaggio dei treni a 160 all’ora. Il primo a dirsi contrario all’opera – 930 milioni di euro, nel caso di doppio tunnel, oppure 1.230 milioni nel caso di galleria unica – è stato il sindaco di Popoli Mariondo Santoro: «Quest’opera spaventa me e credo che dovrebbe spaventare tutti», ha detto Santoro al Centro, «sconsiglio, e non lo dico da sindaco di Popoli, di agire in quella zona perché potrebbero esserci problemi irreparabili per tutto l’Abruzzo». A Santoro si accodano gli altri sindaci dei comuni sfiorati dal progetto.
LOTTO 3 SCAFA-PRATOLA
Sotto accusa c’è il lotto 3 del raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Roma, tra Scafa e Pratola Peligna: non c’è ancora la progettazione esecutiva, ma gli atti di Rfi parlano di due gallerie nel Monte Rotondo che lambiscono i comuni di Popoli, Tocco da Casauria e Bussi. Il Monte Rotondo, 2.064 metri lungo la catena del Morrone, è un serbatoio d’acqua con 37 sorgenti: proprio da qui arriva la sorgente del Giardino che porta acqua a Pescara, Chieti e a tutta la Val Pescara.
LOTTO 2 AL COMITATO VIA
In questo clima, giovedì prossimo, alle ore 9.30, il progetto per il lotto 2, quello che interessa il tratto precedente tra Manoppello e Scafa, sarà al centro del Comitato Via regionale.
L’ACQUA DEL MORRONE
Tornando al lotto 3, secondo la relazione idrogeologica del Piano di tutela delle acque della Regione, il Monte Rotondo alimenta «il corpo idrico sotterraneo principale» del Morrone. E allora proprio per questo monta la preoccupazione visto il precedente del Gran Sasso: con la costruzione del traforo tra L’Aquila e Teramo, la falda si è abbassata di 600 metri, passando da 1.600 metri a mille e con la scomparsa di tutte le sorgenti oltre i mille metri.
«NON CI SONO ATTI»
«Sono preoccupato e, urgentemente, con lucidità e serietà chiederò di avere documentazione dettagliata su questo progetto», dice il sindaco di Tocco da Casauria Riziero Zaccagnini, «finora, in Comune non sono arrivati atti ufficiali e le gallerie sono una linea tracciata su un foglio ma la situazione è delicata perché, in quella zona, c’è un bacino acquifero che alimenta tutta la Val Pescara». Poi, Zaccagnini fa la sua riflessione: «Mi lascia perplesso che serva una mega galleria per andare da Pescara a Roma, tagliando fuori tanta parte del territorio, soprattutto nella Val Pescara. Serve un’analisi sociale dell’utilità della Pescara-Roma: dobbiamo valutare i costi e i benefici e non può esserci un unico dubbio sull’impatto ambientale». Zaccagnini poi dice: «Se anche l’Aca, che non è un ente politico, ha espresso riserve e ha detto che c’è bisogno di “moltissima attenzione”, allora, è necessario stare attenti».
«LA NOSTRA TERRA»
A Bussi, il consiglio comunale ha da poco approvato una mozione trasversale per tutelare l’acqua del Tirino di fronte all’interesse dell’Acquedotto Pugliese che avrebbe voluto captarne fino a 5mila litri al secondo: «Dobbiamo conservare la nostra terra e tramandarla meglio di come noi stessi l’abbiamo ricevuta», osserva il sindaco Paolo Salvatore, «per questo, anche soltanto pensare che si possa incidere sulle sorgenti del Giardino significherebbe avere a che fare con un progetto fallimentare. Ci affanniamo a cercare la velocità a tutti i costi, ma per farlo», conclude Salvatore, «mettiamo a repentaglio anche l’acqua: prima di pensare alle gallerie, c’è bisogno di ulteriori studi».

