Due pediatri per 2.900 bambini: la rabbia delle mamme in piazza

10 Aprile 2022

Una rappresentanza dei 13 comuni montani della Val Pescara davanti alla sede del consiglio regionale L’assessore Verì: «Numeri in regola con i parametri nazionali, per attivarci serve l’ok del ministero»  

PESCARA. La richiesta è sempre la stessa, da due anni, e l’hanno ripetuta in tutti i modi possibili, fino a scendere in piazza per manifestare. Una rappresentanza dei genitori di 13 comuni montani ha raggiunto piazza Unione, ieri mattina a Pescara, davanti alla sede del Consiglio regionale, per chiedere a gran voce un terzo pediatra per i circa 2.900 bambini di questi centri, di cui 1.200 di età compresa tra 0 e 6 anni.
Oggi ci sono due pediatri in servizio nel distretto di Scafa (prima erano quattro) e gli studi di San Valentino e Caramanico sono chiusi, con tutti i disagi che le mamme e i papà devono affrontare per raggiungere gli studi di Scafa o Manoppello, «percorrendo anche 30 chilometri», dice per tutti Silvia Gioffrè, portavoce del gruppo. «Non basta più aprire un altro studio, serve un terzo pediatra», dice davanti ai rappresentanti dei Comuni che supportano la battaglia dei genitori, ai consiglieri regionali Domenico Pettinari, Barbara Stella, Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, e ai parlamentari Luciano D’Alfonso e Gianluca Vacca. Il carico di lavoro dei due pediatri in servizio è enorme, spiega, per cui «dobbiamo fare i conti con lunghe attese, mancate risposte telefoniche e mancate visite. Sono arrivati a dirci di portare i bambini al pronto soccorso e abbiamo quasi paura a chiamare, per non prenderci qualche parola». Non essendo riusciti a livello locale a ottenere il terzo primario (per il numero di bambini presenti nel distretto, sono previsti solo due pediatri), i genitori si sono rivolti al ministero della Salute, con l’aiuto di Blasioli, e hanno saputo che la Regione «può andare in deroga» alle previsioni nazionali facendo emergere una carenza straordinaria, per arrivare alla nomina di un terzo pediatra. Un parere, questo, che ieri mattina genitori e amministratori comunali hanno riportato all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, chiedendo di intervenire per raccogliere questo indirizzo.
Proprio l’assessore spiega che «in base ai parametri nazionali, il distretto di Scafa è “coperto” ma, insieme ad altre Regioni, abbiamo già fatto emergere il problema e stiamo attendendo che si modifichino i parametri, passando per la Conferenza Stato-Regioni, e siamo ancora in attesa del via libera. Se poi, seguendo la linea indicata dai genitori, il ministero darà subito l’assenso a una deroga, ci attiveremo di conseguenza. Da parte nostra c’è la disponibilità a risolvere il problema, riconoscendo il disagio dei genitori che devono percorrere chilometri per raggiungere il pediatra».
E proprio parlando dei disagi una mamma, Maria Toppi, racconta, ad esempio, di aver «provato a contattare il pediatra per una settimana, per avere un semplice certificato» e di non esserci riuscita, «nonostante il medico stia lavorando anche oltre l’orario». Anna, di Roccamorice, invece, ha dovuto cambiare «tre pediatri, in dieci mesi di vita della mia bambina, il che vuol dire che non c’è un pediatra che la seguirà nella sua crescita».
Il Movimento 5 stelle, che «ha cominciato la battaglia un anno fa, con i genitori», ricordano Pettinari e Stella, chiederà al ministero «di mettere per iscritto quello che è stato già detto a voce, sui poteri della Regione, ed è stato confermato a Vacca dal sottosegretario Pierpaolo Sileri». Il Pd, con Blasioli e Paolucci, è pronto «a organizzare un incontro tra ministero, Regione, sindaci, amministratori e mamme».
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