Due rapine e aggressioni, le condanne del 28enne

26 Agosto 2024

PESCARA. Il 12 luglio scorso ha festeggiato 28 anni: «Tanti auguri a me», questa la dedica che Jhonny Di Pietrantonio si è fatto dalla sua pagina Facebook. Di Pietrantonio è il presunto protagonista...

PESCARA. Il 12 luglio scorso ha festeggiato 28 anni: «Tanti auguri a me», questa la dedica che Jhonny Di Pietrantonio si è fatto dalla sua pagina Facebook. Di Pietrantonio è il presunto protagonista della sparatoria di giovedì notte sulla riviera quando, dopo l’ingresso negato da un buttafuori in un locale della movida, avrebbe esploso sei colpi di pistola tra la folla: due proiettili vaganti hanno colpito un 21enne e un 26enne ferendoli di striscio. Una tragedia sfiorata.
«Dio è la mia forza», è un’altra frase postata sui social da Di Pietrantonio. Da tre giorni, il 28enne è in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio e oggi comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida. Difeso dall’avvocato Roberto Serino, Di Pietrantonio potrebbe restare in silenzio. Anche se un’altra delle massimo affidate a Facebook recita così: «Quelli abituati a dire sempre la verità e a essere sempre se stessi li riconosci subito: non hanno la folla intorno». Oppure: «La sincerità è una sedia scomoda sulla quale pochi sono disposti a sedersi».
A 28 anni, Di Pietrantonio, sposato con una coetanea in passato arrestata per spaccio di droga e padre di 4 figli, ha già un curriculum giudiziario denso di esperienza: è sotto processo per la rapina a mano armata alla gioielleria Complicato in piazza Salotto messa a segno il 27 dicembre del 2018. Poi, è stato condannato in primo grado per un’altra rapina commessa il 3 aprile del 2015 ai danni di un commerciante del mercato ortofrutticolo di Villanova di Cepagatti: secondo l’accusa, l’uomo fu raggiunto alle spalle mentre stava andando in banca a versare 39mila euro, e colpito alla tempia con il calcio di una pistola. E ancora, l’aggressione al giornalista Daniele Piervincenzi di RaiDue durante un’inchiesta al Ferro di cavallo l’11 febbraio del 2019: recentemente, Di Pietrantonio e il cugino sono stati condannati per violenza privata e lesioni personali. Un anno e tre mesi, la pena per Di Pietrantonio. «Agirono per futili motivi e senza alcuna giustificazione razionale», dice la sentenza, «per impedire lo svolgimento di un servizio giornalistico diretto a documentare fatti di cronaca di interesse pubblico». Quel giorno, Di Pietrantonio, ripreso nel filmato Rai, agì a volto scoperto: «Senza ombra di dubbio», scrive il giudice Nicola Colantonio, «si vede Di Pietrantonio colpire in un primo momento con uno schiaffo sul volto Piervincenzi per poi allontanarsi e colpire nuovamente con un pugno il giornalista». Condanne a parte, giovedì scorso, Di Pietrantonio era libero e voleva divertirsi in un locale della riviera.
Un altro guaio durante il lockdown per il Covid: nonostante fosse agli arresti in casa, ospitò amici e parenti per una festa. Del resto, nella vita su Facebook, Di Pietrantonio si dice sostenitore di certi valori: «In amicizia scelgo la correttezza. La convenienza lasciatela al supermercato».