Due testimoni e le telecamere incastrano l’assassino di Fulvio

30 Novembre 2021

L’indagato resta in silenzio: il gip dispone l’arresto in carcere e gli contesta la crudeltà e i futili motivi Dopo la lite con la vittima per il vino negato, Chiarelli tornò con un coltello ma fu cacciato da due amici

POPOLI. Alessandro Chiarelli, 29 anni, accusato dell’omicidio di Fulvio Declerch (53), ucciso con almeno cinque coltellate la notte del 25 novembre scorso nella sua casa di Popoli, decide di non rispondere alle domande del gip Giovanni De Rensis.
Ma il suo fermo, nonostante l’eccezione sollevata dall’avvocato Gianluigi Tucci, viene confermato dal giudice che su analoga richiesta del pm, Gabriella De Lucia, dispone l’arresto in carcere. Il giudice, nella sua ordinanza, esclude però la premeditazione dell’omicidio contestata dalla procura, ma conferma i futili motivi e l’aver agito con crudeltà.
TRACCE E PRECEDENTI A rendere la posizione dell’indagato altamente a rischio, ci sarebbero testimonianze, video, risultati tecnici della scientifica ed elementi d’accusa repertati dai carabinieri sia nella casa, teatro dell’omicidio, sia sul posto in cui è stato ritrovato il corpo di Fulvio, sulla sponda del fiume Pescara, dove l'omicida lo aveva trasportato con una carriola nel tentativo, andato a vuoto, di disfarsi del corpo (la corrente ha invece spinto e bloccato il corpo fra dei rami). E non ultimi i precedenti di Chiarelli (che peraltro si trovava all’obbligo di dimora con divieto di uscire di casa dalle 20 alle 7 del mattino, perché era stato arrestato due giorni prima il delitto per una rapina a una farmacia a Popoli), fra cui quell’aggressione, sempre nei confronti della vittima, che fa parte di un fascicolo che verrà discusso in dibattimento ai primi di dicembre.
LA RICOSTRUZIONE Il pm De Lucia ha presentato al gip una richiesta di convalida costruita nei minimi particolari, e con una serie di elementi a carico dell’indagato che non sarà facile smontare da parte della difesa.
Tutto accade la sera del 25 novembre scorso a casa della vittima che si trova in compagnia di un amico, quando si presenta il suo vicino di casa, Chiarelli, accompagnato da un altro amico: due testi che diventeranno preziosi testimoni oculari non del delitto, ma dell’aggressione che precede di poco l'omicidio. Testimonianze importanti che i due rivedono dopo l’arresto di Chiarelli, e che completano con notizie che avevano omesso per paura, e che si rivelerano molto importanti.
LA PRIMA LITE E da quanto si è ricostruito, la reazione spropositata di Chiarelli nasce per quelli che vengono indicati come futili motivi: per la mancata offerta, da parte della vittima, di una bottiglia di vino che era in frigo. Si scatena subito una discussione tra i due per la vecchia vicenda che pende in tribunale, prontamente sedata dagli amici presenti, poi i due ultimi arrivati vanno a comprare una bottiglia di spumante e tornano per bere tutti insieme.
IL COLTELLO Quando finiscono di bere, tra la vittima e il suo presunto assassino si riaccende la discussione per le loro vicende e gli amici mettono alla porta Chiarelli che, dopo qualche minuto torna a bussare con un grosso coltello in mano. Viene bloccato da uno dei presenti, cui Chiarelli avrebbe peraltro puntato contro la lama, e accompagnato a casa sua. Il teste avrebbe riferito di aver poi consigliato a Declerch di chiudersi a chiave a casa, cosa che Fulvio fa.
FINESTRA E CARRIOLA Ma l’assassino sarebbe entrato dal piano superiore, rompendo il vetro di una finestra e colpendo ripetutamente la vittima con una serie di fendenti mentre si trovava in cucina. Il rumore sarebbe stato notato da una vicina a un’ora (intorno alle 2,30) che corrisponderebbe alla ripresa di una telecamera esterna che immortala un uomo che spinge una carriola con dentro, forse, il corpo di una persona visto che si vede un arto penzolare. Quando i carabinieri vanno a casa di Chiarelli, trovano i vestiti sporchi di sangue nella lavatrice, un guanto di lattice poco distante e, nel secchio dell'immondizia, un giubbino compatibile con quello che indossava l’uomo ripreso dalla telecamera.
LE IMPRONTE E poi ci sarebbe la coincidenza delle impronte rilevate vicino alla finestra rotta dalla quale l'assassino sarebbe entrato in casa della vittima, con quelle trovate vicino alla lavatrice di Chiarelli. Tutti elementi che si sommano alle testimonianze raccolte.
SOPRALLUOGO AL FIUME
L’omicida, quella stessa notte, avrebbe fatto un sopralluogo vicino al fiume per verificare la possibilità di gettare il corpo in acqua, lasciando delle tracce (orme e pezzi di carta identici a quelli che aveva in casa). Per oggi è prevista l'autopsia sul corpo di Declerch e anche l'affidamento di un incarico a un esperto informatico per estrarre immagini da una “pen drive”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA