Due vittime dell’eroina in 10 giorni

30 Maggio 2017

La conferma dalle autopsie. D’Egidio (Serd): «In giro qualche sostanza tossica»

PESCARA. La conferma è arrivata dall’autopsia. Olga Orusaas, la 33enne estone trovata morta in una pozza d’acqua sotto uno dei palazzi incompiuti di via Tavo nel pomeriggio di venerdì, è morta per droga. Il medico legale Cristian D’Ovidio che ha eseguito l’autopsia ieri, ha escluso la morte per cause violente e quella per annegamento. La donna, quando è caduta di faccia in quell’acquitrino, era già morta presumibilmente già dalla mattina. Come nel caso del 51enne pescarese ritrovato morto una decina di giorni fa in uno dei capannoni del Piper, lungo la Tiburtina, anche il decesso della 33enne sarebbe riconducibile all’uso di stupefacente per via iniettiva. Dunque si presuppone che, anche in questo caso, si sia trattato di eroina. La conferma arriverà dall’esame tossicologico.
Due morti per droga, una di seguito all’altra e nella stessa zona, su cui il professor Pietro D’Egidio, direttore del Serd della Asl pescarese e presidente nazionale dei Serd (Servizio per le dipendenze), spiega: «Evidentemente sta girando qualcosa tagliata diversamente dalle altre, con qualche sostanza tossica. Oppure, ma non mi sembra questo il caso, si tratta di persone che hanno perso la tolleranza. Cosa che succede, ad esempio dopo un periodo in carcere o in comunità. Quando escono tornano alla quantità che usavano prima e si fanno male. Per questo è importante informare, dire che ci può essere in giro una partita di droga tagliata diversamente. Ma un modo per ridurre i rischi è anche rendere disponibile, a chi fa uso di droghe, il Naloxone spray nasale. Basta che il compagno spruzzi questo spay e la persona che sta andando in overdose in 20 secondi torna a stare bene. Finora si faceva endovena o intramuscolo, ma a breve entrerà in commercio lo spray, di più facile utilizzo. Sono sicuro che il nostro direttore generale acconsentirà a farlo distribuire dal Serd. Oltre a recuperare situazioni critiche, si ha anche un risparmio considerando che a parte i casi mortali, ci sono anche overdose da recuperare, con prestazioni e costi. Ma è importante proseguire sui risultati nazionali degli ultimi vent’anni: siamo passati da 1.500 casi di overdose mortali ai circa 300-350 delle ultime rilevazioni». (s.d.l.)