Dune e tunnel di 30 metri sul lungomare di Porta Nuova

Spunta anche una galleria nel progetto del Comune per la riqualificazione della riviera sud Fiorilli: «Serve per unificare la riserva naturale». Il Pd critica l’intervento dal costo di 1,4 milioni di euro

PESCARA. Sulla riviera di Porta Nuova torneranno le dune di sabbia dopo cinquant’anni. Ma non solo. Nel progetto che l’amministrazione comunale intende realizzare c’è anche un tunnel di 30 metri, tutto in cemento, dove passeranno le auto dirette a Francavilla o in centro.

I dettagli dell’intervento, poco pubblicizzato sino ad oggi, sono stati completamente svelati dal Pd, che ha aperto anche una polemica su questa operazione.

I lavori, tra l’altro, sono imminenti. «Partiranno quasi certamente dopo l’estate», ha assicurato l’assessore alla riqualificazione urbana Berardino Fiorilli. Il progetto definitivo è stato già approvato, manca solo quello esecutivo, già pronto, per dare il via all’appalto, dal costo di 1.400.000 euro. I soldi sono già in bilancio.

Si tratta, in realtà, del secondo lotto della riqualificazione della riviera di Porta Nuova. Riqualificazione che prevede il ritorno delle dune dopo mezzo secolo. Non a caso, l’intervento è stato chiamato «Parco delle dune». Questo lavoro contempla anche un’altra opera che suscita polemiche. La realizzazione di una galleria in cemento scatolare, lunga 30 metri e alta 5, sulla riviera sud, tra il teatro D’Annunzio e via De Titta. «Questo tunnel servirà per unificare la Riserva naturale dannunziana», ha precisato Fiorilli. Infatti, le auto passeranno sotto la galleria per consentire a biciclette e pedoni di transitare sulla superficie. Si creerà così un’isola pedonale per il collegamento della pineta con il mare. Ma il progetto non piace al Pd. «Dietro le soavi parole Parco delle dune», hanno affermato in una nota Enzo Del Vecchio, Florio Corneli e Paola Marchegiani, «si cela una galleria, per la cui copertura e raccordo con le aree circostanti viene fuori un’inaspettata montagnola». «Un autentico e inopportuno detrattore visivo», hanno proseguito i consiglieri del Pd, «oltre che un’incomprensibile scelta tecnica che si presta a molte criticità, sia per quanto concerne lo smaltimento delle acque meteoriche, visto che il piano stradale all’interno della galleria risulta ribassato di circa un metro, sia per quanto riguarda le aree destinate a parcheggio sensibilmente diminuite».

A detta degli esponenti del Pd, «un aiuto nella direzione giusta avrebbe potuto darlo la definitiva approvazione del Piano di assetto naturalistico della Riserva naturale dannunziana, il cui studio, redatto da una pluralità di esperti e professionisti della materia, è stato oggetto solo di una presa d’atto della passata giunta di centrosinistra. Purtroppo, a tutt’oggi, nulla è stato fatto».

«Non rimane che augurarsi, anche in questo caso», hanno concluso i consiglieri, «un gesto da parte dell’amministrazione Mascia per formalizzare una reale partecipazione dei cittadini a scelte così importanti per il futuro della città». (a.ben.)

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