E 16 anni fa salvo per miracolo il papà del pilota

9 Settembre 2024

Padre e figlio uniti dalla stessa passione: sempre a Elice l’esperto Luciano Capio atterrò nel piazzale di un’azienda

ELICE. L’aereo giallo che perde improvvisamente quota, schiva i cavi dell’alta tensione e impatta contro il tetto di un’abitazione, poi la fine della corsa nel giardino tra i giochi dei bambini. Una sequenza già vista a Elice: l’incidente di ieri, ha riportato alla mente quello che era successo già il 20 novembre del 2008. Anche quel giorno di 16 anni fa, una tragedia sfiorata con un bilancio di due feriti. E non è un precedente come gli altri: a pilotare quell’aereo c’era Luciano Capio di Pescara, il padre di Paolo. Proprio lui che ieri si è salvato per miracolo. Padre e figlio uniti dalla passione per il volo e da un destino benevolo.
Era un giovedì mattina assolato, un giorno ideale per volare proprio come ieri, quando l’Antonav 22 in sorvolo su Elice con a bordo l’esperto Luciano Capio e un altro appassionato registrava un’avaria: un problema al motore. Con il velivolo che si abbassava a vista d’occhio, Capio, all’epoca 72enne, tentava il tutto per tutto: un atterraggio di emergenza nel piazzale di un’industria alimentare in quel momento quasi vuoto. Una manovra disperata eseguita con freddezza ed esperienza accumulata in anni di volo e gare: l’ultraleggero a motore riportava la rottura del carrello nell’impatto con il terreno, andando a schiantarsi poi contro il muro di recinzione dell’azienda.
Capio e l’altro pilota, un 57enne di Chieti, erano partiti, poco prima dell’incidente, da un terreno di Elice adibito a campo d’atterraggio. Un boato e i dipendenti della ditta che cercavano di soccorrere i due feriti: Capio aveva riportato ferite alle gambe, mentre il chietino aveva subito un politrauma.