E 70 cacciatori chiedono di rivedere l’assegnazione delle aree
«I cinghiali rappresentano un’emergenza per l’agricoltura e per la sicurezza delle persone. L’incontrollato proliferare della specie è causa di numerosi incidenti stradali. Un problema che va...
«I cinghiali rappresentano un’emergenza per l’agricoltura e per la sicurezza delle persone. L’incontrollato proliferare della specie è causa di numerosi incidenti stradali. Un problema che va affrontato con una più oculata gestione da parte dell’ambito territoriale di caccia di Pescara». A parlare sono Sandro Candeloro ed Elias Colasante, a nome di circa 70 cacciatori della provincia. Il gruppo, suddiviso in tre squadre (I Montebellesi capitanati da Colasante, I Segugi da Candeloro e Il Solengo di Castiglione a Casauria da Gaetano Linari), non ha ottenuto dall’Atc l’autorizzazione a praticare la caccia al cinghiale. Il regolamento per la gestione faunistico - venato- ria prevede l’assegnazione di aree vocate alla caccia per 5 anni, ma stabilisce anche la modifica o la riperimetrazione delle zone in qualsiasi periodo dell’anno, per ottimizzare la gestione delle specie, innalzare i livelli di sicurezza o migliorare la pianificazione. «I 5 anni», spiegano Candeloro e Colasante, «sono scaduti. Abbiamo presen- tato regolare richiesta, ma l’Atc ha deciso di lasciare invariata l’asse- gnazione in attesa del rinnovo del nuovo piano faunistico. La presenza di più squadre su una stessa porzione di territorio per- metterebbe una maggiore pressio- ne sui cinghiali e quindi una tutela delle colture che vengono distrutte dalla loro presenza». (m.pa.)

