E 88mila alunni abruzzesi a lezione con le mascherine

6 Novembre 2020

Diventa obbligatoria al banco per elementari e medie, non serve sotto i 6 anni Resta la didattica a distanza alle superiori: in presenza l’attività nei laboratori

L’AQUILA. Lezioni in mascherina, da questa mattina, per gli alunni di scuole elementari e medie. Che in Abruzzo sono circa 88mila. È la novità sostanziale del nuovo Dpcm in vigore, al momento, fino a giovedì 3 dicembre. Una imposizione che sicuramente non sarà semplice far accettare ai più piccoli, soprattutto a quelli che, con il tempo pieno, trascorrono a scuola otto ore. Non è una novità, invece, la didattica a distanza per i 57mila studenti delle superiori, introdotta dalla Regione Abruzzo già prima dell’ultimo provvedimento varato del governo Conte. Dpcm che ha suddiviso l’Italia in zone, diversificando le misure anche in ambito scolastico: alcune sono valide sull’intero territorio nazionale, altre sono specifiche per le aree caratterizzate da uno scenario grave, altre ancora per le zone segnate da un livello di rischio estremo.
COSÌ IN ABRUZZO
E IN ALTRE 15 REGIONI
L’Abruzzo rientra nella zona gialla, insieme a Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. Vuol dire che la didattica a distanza si svolgerà al 100% nei licei e negli istituti professionali. Ma secondo il Dpcm permane la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso dei laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e, in generale, con bisogni educativi speciali. Per quanto riguarda primarie (elementari) e secondarie di primo grado (medie) l’attività didattica resta in presenza. Con mascherina obbligatoria anche al banco durante lo svolgimento delle lezioni. I dispositivi di protezione delle vie respiratorie non devono essere utilizzati dai bambini di età inferiore ai 6 anni (quindi nella scuola dell’infanzia) e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Per quanto riguarda i docenti, le riunioni collegiali devono essere fatte solo a distanza. I viaggi di istruzione restano sospesi, così come le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività Pcto (l’ex alternanza scuola-lavoro). Lezioni esclusivamente a distanza anche per le università. Nelle zone caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (arancioni) – Puglia e Sicilia, al momento – sono valide le stesse misure previste a livello nazionale.
MA LO SCENARIO CAMBIA
NELLE ZONE ROSSE
Nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio estremo (rosse) – Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta, quelle individuate dal ministero della Salute – restano in presenza la scuola dell’infanzia, i servizi educativi per l’infanzia, la primaria (elementare) e il primo anno della scuola secondaria di primo grado (media). Le attività didattiche in tutti gli altri casi, quindi anche in seconda e terza media, si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.
SOSPESO
IL CONCORSO
Il concorso straordinario per docenti, quello riservato agli insegnanti con almeno 36 mesi di servizio, viene sospeso: troppo rischioso far spostare i candidati tra le regioni. Le prove scritte ci sono state l’altro giorno: sono 60 su 114 le classi di concorso che hanno partecipato, con 21.663 posti a bando, cioè il 67,7% di tutti i 32mila posti previsti. Le correzioni degli scritti potranno cominciare subito, tranne che per le prove che avevano più di 500 candidati, dove dovranno essere nominate le sottocommissioni: in ogni caso i tempi ci sono, visto che le assunzioni sono previste da settembre 2021. Rimangono 54 prove sospese, tra cui quelle per i docenti di sostegno, che potranno essere effettuate alla scadenza del Dpcm, o, in caso di rinnovate restrizioni, l’anno prossimo.