E a febbraio il morto nella fabbrica di botti

5 Giugno 2023

TERAMO. La tragedia di ieri sera a Sardinara ha riportato alla mente l’esplosione avvenuta a febbraio a Caprafico, sempre nel Teramano, all’esterno di una ditta di fuochi d’artificio in cui in cui è...

TERAMO. La tragedia di ieri sera a Sardinara ha riportato alla mente l’esplosione avvenuta a febbraio a Caprafico, sempre nel Teramano, all’esterno di una ditta di fuochi d’artificio in cui in cui è rimasto ucciso il 62enne dipendente Dino Trignani e ferito un altro dipendente di 43 anni. La drammatica esplosione avvenne nell’area esterna della fabbrica di fuochi d’artificio Di Blasio mentre Trignani stava provando dei fuochi d’artificio. I due dipendenti erano in un’area esterna di prova, a circa 800 metri dallo stabile della ditta, che viene usata sia per le prove di nuovi prodotti e sia per l’eliminazione degli scarti. Da una prima ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri sembra che
Trignani stesse provando dei nuovi fuochi d’artificio e che l’altro dipendente, che ha la funzione di magazziniere, si trovasse nella zona solamente di passaggio e fosse a distanza. Ritenuto un operaio esperto in questo genere di lavorazioni,
Trignani aveva già fatto una prima operazione che si era conclusa senza problemi. Nella seconda, invece, qualcosa non andò così come avrebbe dovuto. L’esplosione fu violentissima e per l’uomo non ci fu nulla da fare. Riuscì solo ad urlare all’altro collega di scappare salvandogli in questo modo la vita.
Dopo l’incidente di febbraio, per la ditta di Caprafico è arrivato anche un provvedimento amministrativo di sospensione dell’attività. Il provvedimento è stato emesso dalla prefettura di Teramo ed è di natura cautelare, ovvero non è motivato dall’accertamento di eventuali illeciti o irregolarità ma da una valutazione prudenziale.
In attesa che l’inchiesta penale sull’incidente faccia il proprio corso e che si accertino eventuali violazioni delle norme, è stato ritenuto opportuno emettere il provvedimento di sospensione.
Sull’incidente è in corso un’inchiesta della Procura teramana con due indagati e ndi recente la stessa Procura ha disposto il sequestro di altro materiale esplodente trovato in prefabbricato dell’azienda la cui provenienza non risulta tracciata.(d.p.)
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