E a fosso Vallelunga spuntano striscioni contro Terna

22 Gennaio 2015

PESCARA. «Voi politici siete il cancro da estirpare» e «La nostra regione non si tocca – No Terna». Questo il contenuto di due striscioni appesi ieri mattina da alcuni residenti della zona sul ponte...

PESCARA. «Voi politici siete il cancro da estirpare» e «La nostra regione non si tocca – No Terna».

Questo il contenuto di due striscioni appesi ieri mattina da alcuni residenti della zona sul ponte del fosso Vallelunga sul lungomare al confine tra Pescara e Francavilla al Mare, in segno di protesta contro l’annunciata apertura del cantiere per la realizzazione del cavidotto denominato Monita che porterà corrente elettrica continua dal Montenegro all’Italia, passando prima sotto il mare e poi sotto la linea del fosso per deviare verso la Tiburtina fino a raggiungere Villanova di Cepagatti, dove sarà costruita una stazione di cambio che trasformerà la corrente da continua in alternata.

In questi giorni proseguiranno gli interventi preparatori e propedeutici ai lavori che avranno inizio al massimo tra lunedì e martedì prossimi. L’altro ieri una delegazione di cittadini e di rappresentanti dei comitati contrari all’opera si era radunata al fosso Vallelunga per protestare sia contro Terna, sia contro le istituzioni che hanno autorizzato (i vari Ministeri) e permesso (Comuni di Pescara e Cepagatti) la realizzazione del cavidotto che diventerà elettrodotto da Villanova a Gissi. Non a caso, tranne il sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci, a fianco dei cittadini non c’erano altri rappresentanti delle istituzioni.

I residenti temono ricadute negative sull’ambiente e sulla la salute di chi vive a ridosso del tracciato del cavidotto, nonostante le rassicurazioni di Terna che garantisce come non ci sia alcun rischio e come l’area interessata dai lavori sarà ripristinata al termine dei lavori esattamente come è adesso.

Loris Zamparelli

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