E a messa la pace è senza stretta di mano

25 Febbraio 2020

Indicazioni della Curia alle parrocchie per evitare contagi. I centralini del 118 tempestati di telefonate

PESCARA. Nonostante che nessun caso di contagio sia stato accertato a Pescara, i centralini del 118 sono stati presi d'assalto da cittadini in preda al panico. Sono tantissimi i pescaresi che febbricitanti, raffreddati o con mal di gola hanno tempestato di chiamate gli operatori del 118, per richiedere un tampone, pur senza essere potenzialmente a rischio, ma solo perché mossi dal terrore di aver contratto il virus. Per le informazioni più specifiche, le telefonate vengono smistate attraverso due diversi livelli di approfondimento, uno intermedio con operatori specializzati, fino alla consulenza dell'infettivologo. La centrale operativa ha inoltre messo a disposizione un'ambulanza istituita ad hoc per il trasporto di casi sospetti, dotata di dispositivi dedicati e con personale specializzato. Molte anche le telefonate fatte per richiedere semplici consigli e suggerimenti su come muoversi. La Regione Abruzzo, proprio per agevolare il lavoro dei pronto soccorso, ha ribadito la raccomandazione di rivolgersi ai medici di famiglia, per la valutazione dei singoli casi. Dal 27 gennaio il ministero della Salute ha anche istituito, per la gestione dell'emergenza sanitaria del Coronavirus, il numero gratuito 1500, con il quale tuttavia pare impossibile mettersi in contatto. Digitato in diverse fasce orarie della giornata di ieri, infatti, il numero è spesso risultato occupato e in qualche tentativo la risposta è stata quella di una voce automatica. Il messaggio registrato riportava la comunicazione: «A causa dell'elevato numero di telefonate pervenute, si informa che tutte le linee sono impegnate. Si prega di riprovare più tardi e in ogni caso di consultare il sito del ministero della Salute». Conseguenze anche nel mondo ecclesiastico. Nelle ultime ore sono diverse le diocesi in tutta Italia che hanno preso provvedimenti precauzionali per evitare il diffondersi del virus. Anche quella di Pescara-Penne. Se nel weekend sono stati i parroci del territorio in autonomia a consigliare o no lo scambio del segno di pace durante la celebrazione liturgica, ieri l'arcivescovo Tommaso Valentinetti ha inviato a tutte le parrocchie una comunicazione contenente un invito per arginare il pericolo di contagio. «Rispondendo alle richieste di alcuni sacerdoti e di diversi fedeli», dice Valentinetti, «non essendoci indicazioni specifiche del ministero della Salute e autorità locali riguardo la celebrazione delle messe in Abruzzo, ritengo che sia opportuno invitare tutti al rispetto delle norme generali per arginare il più possibile il pericolo di contagio. Credo che possa essere preferibile ricevere la comunione sulla mano e evitare la stretta di mano al segno della pace, come, del resto, alcuni hanno già consigliato nelle celebrazioni parrocchiali». (m.pa.)