E a Penne il sindaco chiude tutte le fontane

Petrucci: necessario evitare gli sprechi e riammodernare la rete. Problemi anche per gli agricoltori
PENNE. Torna l’emergenza idrica a Penne e nell’area vestina per ciò che concerne l’uso domestico dell’acqua e l’irrigazione dei campi. Da anni ormai in estate si fanno i conti con chiusure ai rubinetti programmate. Da diverse settimane a Penne è stato fermato l’utilizzo delle fontanine, sia in centro storico che nelle zone periferiche. Una soluzione necessaria per limitare il disperdersi dell’acqua potabile in vista dei mesi più critici dell'estate.
«La carenza di acqua è un problema che diventerà strutturale», sottolinea il sindaco Gilberto Petrucci. «Purtroppo bisogna mettere in campo ogni utile strumento per ridurre gli sprechi e ammodernare la rete idrica. Nel piano degli investimenti di Aca abbiamo destinato 1,5 milioni di euro per riqualificare le reti del centro urbano, con fondi che provengono dal Pnrr», spiega ancora il sindaco. «Il 28 giugno», continua, «riapriremo lo sportello Aca a Penne, nel chiostro di San Domenico, e in quella occasione terremo una riunione con il cda per studiare altri interventi. Saranno riaperti a breve dieci fontanini nel centro storico e in periferia. Abbiamo sanificato la rete e installato contatori ed erogatori salva goccia», conclude il sindaco.
A dicembre scorso, nel quadro economico approvato da Aca, erano state previste le sostituzioni di 10.093 metri lineari di tubi vetusti e delle due condutture principali che alimentano l’acquedotto pennese: Tavo-via De Caesaris-ospedale e Tavo-San Francesco-contrada Campetto. Oltre alla carenza di acqua per uso domestico, a Penne c’è anche la carenza di acqua per l’irrigazione dei campi. La pochezza delle piogge, l’abbassamento costante del livello dei fiumi che riforniscono l’invaso della diga, mettono in difficoltà tante coltivazioni. «La siccità rischia di essere più pesante di quella dell’anno scorso, compromettendo i raccolti di fieno, ortaggi, mais, girasoli», sottolinea il presidente Coldiretti Penne e consigliere comunale all’agricoltura, Federico Domenicone. «Alla luce di continue annate siccitose, è doveroso un tavolo tecnico con il consorzio di bonifica centro che gestisce l’invaso della diga di Penne in quanto, nonostante il costo di noi consorziati sia triplicato, gli sprechi sono sempre più elevati. Altro grande problema è il bacino artificiale di Penne, pieno di detriti. Nessuno si preoccupa di far progettare una radicale pulizia».

