E a Penne sfilano in cinquemila

8 Aprile 2023

Anche il prefetto Di Vincenzo partecipa a uno dei riti più antichi d’Abruzzo

PENNE. Il rintocco dei tamburi, i tre simulacri portati in spalla dagli incappucciati e la luce rossa delle lanterne. La processione del Venerdì santo pennese non ha tradito le attese ed è stata come ogni anno ricca di commozione, devozione e partecipazione. Oltre cinquemila persone hanno partecipato percorrendo tutta la zona più antica del centro storico pennese – da Colle Sacro a Colle Castello, fino a far ritorno in piazza Luca da Penne – accompagnate dagli incappucciati, dalle “addoloratine”, dal coro del miserere e dalle associazioni cittadine.
Una delle più antiche di tutto l’Abruzzo, la processione pennese si è snodata per le vie del centro storico. Alle 19.30, il corteo che accompagna il Cristo morto dalla chiesa dell’Annunziata si è mosso. Alla Processione del Venerdì santo di Penne ha partecipato con commozione e partecipazione anche il prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo. A lui si sono unite le più alte cariche religiose, civili e militari cittadine, a partire dal sindaco Gilberto Petrucci, con il parroco don Andrea Di Michele. «La partecipazione alla solenne processione è stata una emozione forte», ha commentato il sindaco Petrucci. Durante tutta la processione, in un’atmosfera di sentita partecipazione religiosa, i tanti fedeli, unitamente ai parroci presenti, hanno recitato tutte le stazioni della Via crucis. Come sempre la particolarità e l’originalità della processione del centro vestino è legata soprattutto ai simulacri che la compongono, in particolare dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre, il cosiddetto Copertone (chiamato così per via delle sue dimensioni), su cui è adagiata la statua del Cristo morto, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero. La statua della Vergine Addolorata, ultimo simulacro che compone la processione pennese, è una conocchia del XVIII secolo e la memoria popolare ricorda che nell’800 era scortata da donne e bambine vestite di nero, le “addoloratine”.
La solenne liturgia del Venerdì santo di Penne affonda le sue radici nel Quattrocento e fu istituita ufficialmente come ricorrenza religiosa, nel 1570, dal cappuccino umbro padre Girolamo da Montefiore. È una delle più conosciute in Abruzzo e anche ieri in tanti hanno voluto parteciparvi, arrivando anche da fuori città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA