È a terra con la casa piena di gas, due poliziotti le salvano la vita

La donna colpita da un malore in bagno. Sul fuoco aveva lasciato la cena che bruciava. Gli agenti: «Abbiamo sfondato la porta, fumo ovunque, lei era incosciente»
PESCARA. «Pensi solo a salvare la vita di quella persona. Così abbiamo sfondato la porta e siamo entrati nell’appartamento». Lo raccontano così i due “angeli” con la divisa della polizia che la scorsa notte hanno salvato una 70enne colpita da un malore mentre si trovava in bagno. Sul fornello, intanto, una pentola lasciata sul fuoco stava saturando l’intero appartamento di fumo e gas.
Una tragedia sventata nelle case popolari di via Aldo Moro, quartiere San Donato, che la 70enne fa fatica a raccontare, ancora ricoverata in ospedale. In questi giorni ha ricevuto la visita dell’assistente capo della squadra volante Jonathan Il Grande, 45 anni di Roccamontepiano, e l’agente Paolo Buffone, 31 anni di Sambuceto. Sono loro i suoi poliziotti angeli che le hanno salvato la vita. Un intervento tempestivo che ha coniugato istinto e professionalità: pochi minuti più tardi la vicenda avrebbe forse avuto un altro esito.
L’INTERVENTO. A dare l’allarme, intorno alle 21, è stato il cognato della donna 70enne, insospettito dalle chiamate senza risposta. Preoccupati, i familiari si sono precipitati sotto la palazzina e hanno contattato il Numero di emergenza. In pochi minuti è arrivata la pattuglia della squadra volante, diretta dal dirigente Pierpaolo Varrasso, con gli agenti subito corsi davanti alla porta dell’appartamento, al quarto piano dello stabile. «Già vedevamo il fumo uscire da sotto il portone», raccontano i due poliziotti che nel frattempo hanno fatto partire anche le richieste di intervento al 118 e ai vigili del fuoco. «Chiamavano la donna, bussavamo. Ma nessuno rispondeva», continuano i due. «Così abbiamo deciso di sfondare la porta a calci e spallate». Con non poca fatica, i due sono riusciti a entrare nell’appartamento. «Davanti a noi c’era una colonna di fumo nero e acre e si intravedeva una piccola lucina accesa in fondo».
IL SOCCORSO. Senza protezioni e solo con la divisa, i due si sono fiondati in fondo a quel tunnel di fumo e hanno trovato la donna a terra. Con molta probabilità la 70enne aveva messo sul fuoco la cena ed era andata in bagno, colpita poi da un malore che l’ha fatta cadere a terra. «Farneticava, diceva che si trovava in camera da letto. Che la dovevamo lasciare stare». Ma la donna non si era resa conto che quei due le stavano salvando la vita. «Abbiamo subito aperto le finestre, facendo arieggiare la stanza e da un rapido sopralluogo ci siamo accorti della pentola che bruciava». Dopo l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza lo stabile e del 118 che ha trasportato la donna in Pronto soccorso con un trauma facciale e intossicazione acuta. Al termine dell’intervento tutti i condomini si sono affacciati. «In tanti ci hanno ringraziato», ricordano i due, anche loro poi in ospedale per accertamenti a causa dell’inalazione del monossido di carbonio. Per loro la prognosi è stata di tre giorni a testa.
LA TRAGEDIA SVENTATA. «È la prima volta che ci capita un intervento del genere», raccontano i due poliziotti. «Episodi così non restano confinati alle relazioni di servizio. Te li porti dietro». Un intervento che ha unito tempestività e professionalità dei due agenti e che, in questa circostanza, ha consentito di evitare una tragedia.
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