E a Vasto nasce la valle dell’idrogeno

Approvata la delibera che passa nelle mani dell’Arap l’area per realizzare il primo impianto
VASTO. È stato approvato dalla giunta regionale lo schema di convenzione tra la Regione Abruzzo e l’Azienda regionale per le attività produttive (Arap) che mette a disposizione di quest’ultima il vasto sito di contrada Zimarino, a Vasto, dove sorgeva il Cotir. Grazie a quest’area, l’Arap potrà partecipare all’avviso pubblico «finalizzato alla selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di impianti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse». Impianti da finanziare nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
La delibera dell’esecutivo di Marco Marsilio è il passo decisivo per costruire in Abruzzo il primo grande impianto per produrre idrogeno verde da impiegare nei campi dell’industria e della mobilità. La Regione infatti ha la disponibilità, nella contrada Zimarino di Vasto, di un’area di circa 225.850 metri quadrati, di cui 48.960 mq con destinazione industriale e la restante parte di 176.890 mq con destinazione agricola.
È l’area in cui si trovano immobili e terreni del Consorzio per la sperimentazione e la divulgazione delle tecniche irrigue (Cotir), posto in liquidazione il 16 dicembre del 2014. Il 9 luglio del 2021 la giunta regionale ha mosso il primo passo verso la rivoluzione della transizione ecologica istituendo il Tavolo permanente dell’idrogeno, con lo scopo di promuovere la realizzazione di una Hydrogen valley sul proprio territorio e a livello interregionale, «attraverso lo sviluppo di progetti per la produzione, il trasporto e l’utilizzo di idrogeno verde nel trasporto pubblico, ferroviario e nelle attività manifatturiere».
Un mese fa, l’8 febbraio, la Regione ha quindi pubblicato sul proprio sito un avviso pubblico per la selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di impianti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse, da finanziare nell’ambito del Pnrr con i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea, programma Next Generation. Il passo successivo oltre che fondamentale è stato quello di approvare la convenzione con l’Arap che da questo momento diventa attore protagonista della svolta energetica.
L’Abruzzo ha finora ottenuto 100 milioni di euro da investire sulla variante pulita dell’idrogeno da estrarre dall’acqua attraverso un procedimento di elettrolisi alimentato con il ricorso a fonti rinnovabili tipo legno, carta o residui organici, quindi biomasse.
È questo, in sintesi, uno dei meccanismi che permettono di creare “idrogeno pulito” la cui successiva trasformazione genera energia e vapore acqueo, senza effetti inquinanti. L’idrogeno verde può essere stoccato e utilizzato in diversi settori, come quello della mobilità, della produzione di calore per uso industriale, fino all’immissione nelle reti di distribuzione del gas. (l.c.)

