E ai pm rivela: «Sapevo sempre dove mettevate le telecamere»

10 Agosto 2023

Emergono altri dettagli sugli interrogatori resi da Matteo Messina Denaro ai pm di Palermo. Il primo riguarda il selfie con il medico: «Lo sa com’è nato?», ha chiesto il boss al magistrato, «Lui è...

Emergono altri dettagli sugli interrogatori resi da Matteo Messina Denaro ai pm di Palermo. Il primo riguarda il selfie con il medico: «Lo sa com’è nato?», ha chiesto il boss al magistrato, «Lui è stato uno di quelli che mi operò, il primo aiuto, al fegato; io ci andavo ogni mese, perché lui mi doveva visitare la ferita, me la curava lui, perché è una ferita abbastanza pesante. A un tratto mi alzo, ci salutiamo, perché avevamo un rapporto... ci davamo pure del tu, abbracci, bacio, eh, sto per girarmi e mi fa cosi:«Ce lo facciamo un selfie assieme?, e io che dico no?». E ancora: «Tutte le telecamere di Campobello e Castelvetrano le so, primo perché ho l’aggeggio che le cercava, che non l’avete trovato; e poi perché le riconosco». Così, nell’interrogatorio reso ai pm di Palermo dopo l’arresto, Matteo Messina Denaro spiega come era in grado, da latitante, di individuare le videocamere piazzate nel trapanese dagli investigatori che gli davano la caccia. Al procuratore di Palermo che gli chiede dove avesse nascosto l’apparecchio usato per intercettare le telecamere, mai trovato nei covi del capomafia il boss risponde: «In un altro posto. No, a Campobello no, era un altro... non era in quella casa...».