E al Nord si studia il trasferimento di massa degli orsi

Primi provvedimenti dopo l’incidente: spray per i forestali Gli ambientalisti ribattono: si prenda ad esempio l’Abruzzo
TRENTO. Si svolgeranno domani a Caldes i funerali di Andrea Papi e mentre l'intera Val di Sole si prepara al lutto cittadino, Roma e Trento trattano i primi provvedimenti che vanno dall'abbattimento degli orsi “problematici”, ai trasferimenti di massa e agli spray anti-orso per forestali e poliziotti. Un piano di trasferimento di massa degli orsi dal Trentino ad altre zone sarà valutato da Ministero dell'Ambiente e Provincia autonoma di Trento con lo scopo di mantenere un numero sostenibile di esemplari sul territorio trentino. Sulla gestione degli orsi sulle Alpi sarà istituito un tavolo tecnico fra ministero, provincia e Ispra. Trento potrà decidere, per gli esemplari aggressivi, anche l'abbattimento.
Sono questi alcuni dei punti discussi durante l'incontro a Roma fra il ministro Gilberto Pichetto, e il presidente della provincia Maurizio Fugatti, che ha evidenziato la necessità di portare il progetto di reintroduzione dell'orso in Trentino, risalente al 1999, al suo obiettivo originario. Picchetto ha raccomandato a Fugatti la massima condivisione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) delle procedure che porteranno all'individuazione dei soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi, che potranno essere abbattuti.
Sulla questione è intervenuto anche Reinhold Messner. «La convivenza con lupi e orsi su un territorio antropizzato e di piccole dimensioni come è il nostro, non è più sostenibile», ha affermato.
Gli animalisti si oppongono invece a quello che definiscono «lo sterminio degli orsi». Come l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). «La Provincia autonoma di Trento prenda esempio dalla corretta gestione della fauna selvatica attuata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), dove non si sono mai registrati particolari problemi di convivenza tra umani e animali», dichiarano, ricordando che nel Pnalm la presenza degli escursionisti è regolamentato dalle zone di diversa fruizione. «Il solo considerare la gestione “illuminata” del Pnalm evidenzia come nella Provincia autonoma di Trento, al contrario, le azioni finalizzate a una serena convivenza tra gli orsi e le comunità locali siano state a dir poco lacunose».

