E al processo per le Naiadi la parola passa ai consulenti

8 Dicembre 2022

PESCARA. Nel processo in corso sul crac delle Naiadi di Pescara, e nello specifico sulla bancarotta fraudolenta da 7 milioni di euro della società Progetto Sport che gestiva l’impianto pescarese,...

PESCARA. Nel processo in corso sul crac delle Naiadi di Pescara, e nello specifico sulla bancarotta fraudolenta da 7 milioni di euro della società Progetto Sport che gestiva l’impianto pescarese, vanno in scena le consulenze tecniche. Ma nell’udienza di ieri, erano presenti solo due consulenti: quello della procura e quello del finanziere Paolo Colaneri, uno dei quattro imputati insieme al socio Daniele D’Orazio, Livio Di Bartolomeo e al principale protagonista della vicenda giudiziaria, il commercialista Vincenzo Serraiocco. Chiamato dal collegio a ripercorrere le tappe del fallimento, il consulente della procura, Luca Cosentino, ha cominciato a spiegare uno dei passaggi più importanti: quello relativo ai 750 mila euro che la Regione Abruzzo versò per le migliorie dell’impianto e che secondo l’accusa (rappresentata dal pm Andrea Papalia) sarebbero stati distratti, tenendo all’oscuro anche il commissario giudiziario nominato dal tribunale per seguire la procedura di concordato preventivo in atto. Poi l’avvocato Giuliano Milia, uno dei difensori di Serraiocco, ha interrotto la deposizione e ha proposto al tribunale di acquisire tutte le consulenze per avere un quadro completo della vicenda e poi decidere di ascoltare i consulenti di parte per eventuali chiarimenti. Una proposta accettata anche dalla pubblica accusa e dallo stesso collegio che ha rinviato l’udienza al 20 aprile prossimo (dando ai difensori un termine per presentare i propri elaborati) per ascoltare i consulenti, fissando anche la data per l’esame dei quattro imputati al 31 maggio, quando dovrebbe concludersi la fase istruttoria e il tribunale comunicherà la data della discussione finale che porterà alla sentenza. (m.cir.)