E all’ex Sevel spuntano altri 7 giorni di Cig

Il sindaco Borrelli: «Intervenga la Regione». D’Alfonso (Pd): «Che fine ha fatto il parco energetico?»
ATESSA. Si allunga ancora fino al 29 settembre la cassa integrazione nello stabilimento Stellantis Atessa che ha visto attivare il provvedimento ormai ininterrottamente dal 10 giugno assieme alla sospensione del terzo turno notturno dallo scorso luglio. La direzione aziendale della fabbrica dei furgoni commerciali ha notificato al comitato esecutivo delle rsa di fare ricorso precauzionalmente, e in modo preventivo, ad una ulteriore settimana di cigo, dal 23 settembre, al 29 settembre, per un numero massimo di dipendenti che copre, in caso di necessità, il totale dei lavoratori del plant. E sulla crisi produttiva dello stabilimento che traina l'automotive regionale e un terzo del pil abruzzese, interviene ancora una volta il deputato Pd, Luciano D'Alfonso che pone la questione del contratto istituzionale di sviluppo (Cis), istruito dal comune di Atessa come ente capofila nel 2021 insieme ad altre 22 municipalità della Val di Sangro e presentato al Ministero per il Sud e per la coesione. «Il progetto», rimarca D'Alfonso, «prevedeva circa 500 milioni di euro finalizzati a radicare la produzione in quell’area con la creazione di un parco energetico, nuove infrastrutture e un centro di ricerca sull’automotive. Inoltre, il piano prevedeva anche opere per rendere più vivibile e attrattivo il territorio. Nel maggio dello stesso anno il direttore generale dell’Agenzia per la coesione, Paolo Esposito, ha trasmesso la proposta alla Regione Abruzzo per la necessaria istruttoria territoriale e condivisione, ma da Palazzo Silone non è mai arrivata alcuna risposta. Il centrodestra si è limitato a istituire un tavolo (si potrebbe definire estetico) sull’automotive che, dal suo insediamento nel 2022, ha prodotto solo chiacchiere».
«È necessario, a questo punto», interviene il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «che la Regione si decida a dedicare una seduta straordinaria alla preoccupante situazione della ex Sevel. In quell’occasione dovrà anche essere spiegato perché la giunta Marsilio non abbia condiviso la proposta di un Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’industria sostenibile».
«Si può ipotizzare un Consiglio regionale sulla fragilità incombente dell’automotive nella Val di Sangro?», conclude D'Alfonso, «o dobbiamo attendere la fine della pantomima utile soltanto ad allungare la vita alla stagione dei braccialetti e delle collanine?».

