E alla fine del mese scade la seconda rata della Tari

4 Settembre 2023

PESCARA. Torna l’incubo della Tari per le famiglie pescaresi. Entro la fine di questo mese, i cittadini si dovranno recare in banca o alle Poste per pagare la seconda rata della tassa sui rifiuti....

PESCARA. Torna l’incubo della Tari per le famiglie pescaresi. Entro la fine di questo mese, i cittadini si dovranno recare in banca o alle Poste per pagare la seconda rata della tassa sui rifiuti. Ovviamente, la scadenza interessa solo quei contribuenti che hanno deciso di suddividere gli importi in quattro rate. Chi ha versato l’imposta in un’unica soluzione entro il termine del 31 luglio non dovrà fare nulla.
Si ricorda, in proposito, che il pagamento della rata dovrà essere fatto tramite il modello F24 precompilato inviato nel luglio scorso dalla società di riscossione Adriatica risorse. Le scadenze fissate quest’anno dall’amministrazione comunale sono le seguenti. Entro il 31 luglio scorso si doveva versare la prima rata o effettuare il pagamento in un’unica soluzione; entro il 30 settembre, si deve versare la seconda; entro il 31 ottobre, la terza; entro il 30 novembre, la quarta.
La Tari è dovuta da chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva.
In caso di pluralità di possessori o di detentori, anche in presenza di un unico dichiarante, sussiste l’obbligo in solido di tutti i possessori o detentori di versare la tassa sui rifiuti. In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tari è dovuta solo dal possessore a titolo di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o superficie.
L’imposta si compone di una parte fissa e di una variabile, oltre al tributo provinciale. La parte fissa è determinata tenendo conto delle componenti del costo del servizio di igiene urbana (investimenti, spazzamento strade); la parte variabile, invece, copre i costi del servizio rifiuti integrato (raccolta, trasporto, trattamento, riciclo, smaltimento) ed è rapportata alla quantità di rifiuti presumibilmente prodotti.
Gli utenti che non dovessero aver ricevuto gli appositi bollettini, potranno effettuare il pagamento in autoliquidazione, calcolando da soli l’importo da versare. Per il calcolo si devono tenere conto delle tariffe per le utenze domestiche (le famiglie) e di quelle per non domestiche (imprese, negozi, uffici, alberghi, stabilimenti, studi professionali, bar, ristoranti). La tassa per le utenze domestiche viene calcolata sommando la quota di tariffa variabile al prodotto risultante dalla moltiplicazione delle superfici occupate, espresse in metri quadrati, per la quota di tariffa fissa. Al risultato si aggiunge il 5 per cento dell’imposta provinciale. Per le utenze non domestiche, il calcolo si fa moltiplicando la tariffa totale per le superfici occupate in metri quadrati, più l’imposta provinciale. (a.ben.)